La prima traduzione in italiano del “Codice civile della Repubblica Islamica dell’Iran”, non poteva essere presentata in un momento migliore di questo. Una pagina d’oro per l’Iran che si apre a nuove relazioni con il resto del mondo grazie all’abolizione delle sanzioni economiche e all’accordo sul nucleare.
Presentato a Napoli, nella sede dell’ università L’Orientale di palazzo Du Mesnil (via Chiatamone 62), il codice è il frutto di un lungo lavoro di ricerca e comparazione. Un testo oggi importantissimo in quanto più che mai abbiamo la necessità di compararci. «Le leggi sono qualcosa di strettamente legato alla cultura», ricorda la rettrice Elda Morlicchio. Per conoscere un popolo, infatti, è necessario avere nozione anche del suo ordinamento giuridico che, al pari delle opere letterarie, rappresenta le strutture e i valori di un Paese. «La convivenza – aggiunge Zecchino, docente di Storia delle istituzioni medioevali- nasce dal rispetto delle identità di cui ciascuno è portatore».
Il progetto è stato commissionato dall’Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, nella persona del direttore Ali Pourmarja, e si è giovato della collaborazione, in fase di revisione finale, di Massimo Papa, ordinario di Diritto privato comparato all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. La traduzione dal persiano è stata affidata a Raffaele Mauriello, islamista e iranista, dottore di ricerca in Civiltà islamica, storia e filologia all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. All’iniziativa ha partecipato anche un alto rappresentante dell’ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran, il dottor Behmamesh.
Il Codice consta di 1335 articoli ed è diviso in tre parti: Libro primo “Dei beni”, Libro secondo “Delle persone”, e Libro terzo “Delle prove nelle azioni”. I libri sono preceduti da un preambolo che tratta della promulgazione, degli effetti e dell’attuazione delle leggi in generale. Fra i punti di forza va annoverata la redazione e inclusione, in forma di appendice, di un glossario bilingue persiano-italiano.
Emanato a più riprese fra il 1928 e il 1935 e emendato diverse volte, è uno dei pochi codici civili dei Paesi Islamici a essere strettamente ancorato alle fonti del diritto islamico e l’unico a osservare i principi del diritto sciita imamita, inseriti all’interno della moderna logica di codificazione di matrice europea.
«Il testo -sottolinea Bernardini, direttore del Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo – unisce competenze diverse». In particolare richiede la conoscenza di due lingue (persiano e italiano), la conoscenza del diritto europeo, del diritto islamico e del diritto in Iran. Se poi si considerano le difficoltà che si possono incontrare, ancor più quando si traduce verso un lingua che non necessariamente contiene gli stessi concetti giuridici, ci si rende conto della portata di questa operazione culturale.
Il volume può essere acquistato nelle librerie del circuito “La Feltrinelli” oppure online sul sito www.eurilink.it. «Di una tale traduzione – conclude Cilardo, docente di Storia e istituzioni del mondo musulmano – si avvertiva la necessità da tempo sia da parte degli operatori del diritto italiani (avvocati, giudici, accademici e imprenditori), sia degli studenti e degli studiosi alle prese, per l’intensificarsi dei rapporti giuridici e commerciali, con l’ordinamento iraniano del quale il codice rappresenta un cardine fondamentale».
Va dato atto all’Università, che da sempre promuove il dialogo e lo scambio culturale, di essere in prima fila nel sostenere questo nuovo inizio. «Non è scontato, infatti, – sottolinea Tottoli, docente di Islamistica – che un’istituzione ufficiale di un Paese ricorra alla collaborazione del mondo accademico».
Sembra davvero che la strada della fine effettiva di un embargo sia ormai senza ritorno.

Per saperne di più
www.unior.it

Prossimi eventi dell’universit  L’Orientale” di Napoli
Marted 19 gennaio, ore 10.30 – “Xenophobia in Africa citizenship and politics of exclusion and inclusion”, aula3.4- Palazzo mediterraneo, via Nuova Marina,56

Venerd 22 gennaio, ore 10.30 – Incontro con la scrittrice e poetessa Bejan Matur- PalazzoCorigliano, piazza

Nella foto, il codice iraniano