“Il butoh è la possibilit  di far rivivere i morti, attraverso di esso, il corpo può farsi veicolo di altre presenze”. La giornalista Maria Pia D’Orazi sintetizza in questo modo il senso della danza giapponese, nata intorno agli anni ’50 e ancora in evoluzione. L’occasione è la presentazione di “Danza e Mitologia”, evento in più appuntamenti con il coreografo e danzatore Akira Kasai, e se la platea della conferenza stampa è piuttosto scarna, altissimo è il valore dell’iniziativa che rientra nella programmazione delle giornate europee del patrimonio.
Si comincia domani, gioved 24 ore 10 con il workshop gratuito di “Danza e euritmia”, ambientato nella sala della meridiana del Museo Archeologico napoletano e condotto da Reiji Kasai, figlio di Akira, e focalizzato sulla relazione tra movimento e la parola, o meglio il suo ritmo (su prenotazione). Si prosegue sabato alle 17 e domenica alle 11.30 con il momento clou della rassegna: in anteprima mondiale la performance live di Akira Kasai dal titolo A tale of a phallic god (storia di un dio fallico), ispirata alla figura mitologica di Eliogabalo, imperatore romano discusso per la sua inclinazione a fondere identit  sessuale e religiosa, bizzarro per la cultura occidentale ma comune in quella orientale. “E’ importante per me presentare questo progetto a Napoli in anteprima mondiale spiega il coreografo perch questa citt  rappresenta il collegamento ideale tra Oriente e Occidente; inoltre il museo archeologico nazionale di Napoli è noto per essere dimora di antiche divinit  ancestrali pronte a rivivere in ogni momento”. Un intreccio di culture che è parte della natura stessa del butoh di cui Kasai offre una forma apparentemente più accessibile perch vicina alla danza moderna ma a ben vedere estremamente articolata. “Centrale e la concezione del corpo spiega la D’Orazi che studia la materia da oltre vent’anni un corpo totale che non rinuncia ai propri desideri, veicolo di un’energia primordiale che precede qualsiasi forma di istituzionalizzazione. Laddove la nostra societ  è estremamente costrittiva il butoh chiede di non accontentarsi di ciò che è gi  stabilito.
Figlia in qualche misura dello sciamanesimo, la danza di Kasai poggia sulla parola, ponendo l’accento non sul significato di essa ma piuttosto sul suono che genera energia. Quell’energia è dunque il veicolo delle presenze riportate in vita. “Quando una danza si relaziona a dei antichi, questi tornano a respirare animatamente oltre il tempo e lo spazio”(Akira Kasai).

Nelle immagini Akira Kasai in performance e durante la conferenza stampa.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri: 0814422149 e 4422275