E’ un turbinio di profumi che rapisce i sensi di chi passa per il centro di Napoli, probabilmente sulle tracce alchemiche del principe di Sansevero. Un mix di odori che avvolge i sensi e che si propaga dalla bottega in vico San Domenico Maggiore 3.

Il nome viene da lontano come spiega Giuseppina Malinconico (con il fratello Salvatore, titolare del negozio): "Kiphy era il nome di un profumo che si produceva in Egitto con varie essenze, resine, legni, bacche tritate… era un unguento che alla sera doveva favorire la meditazione. Potevano farlo tutti".

Proprio per via dell’estrema versatilit  del composto: "Si presume che le essenze fossero sedici, ma i meno abbienti, che potevano non averle tutte, miscelavano un numero inferiore di componenti". Una tradizione che Pina porta avanti ancora oggi: "Anche io faccio i profumi personalizzati, in base ai gusti e alle possibilit  del cliente".

Spesso il destino è legato al luogo di origine. "Io sono di Pompei", precisa Giuseppina. E proprio la citt , vittima della furia del Vesuvio, vanta una lunga storia di oli essenziali e profumi, dato che riforniva l’Egitto di questi composti.

E anche la storia del negozio viene da lontano. "Tutto nasce circa 20 anni fa, quando mio fratello imparò a fare i saponi a Londra. Dopo 8 anni è tornato e abbiamo cominciato a produrli assieme. All’inizio vendevamo solo nei mercatini del biologico. A Roma, Firenze, dove capitava… e l’abbiamo fatto per dodici anni. Poi abbiamo aperto questa bottega". Una bottega di profumi e colori. Accogliente anche perch impreziosita dai mobili "fai da te". "Opera del paziente lavoro di mio marito Giuseppe".

Un negozio capace di attrarre clienti da ogni parte d’Europa. "Francesi e tedeschi soprattutto". Pina ne spiega il motivo: "Sono popoli che hanno una cultura e una tradizione per il sapone artigianale. Sia per la cosmesi che per l’alimentazione si rivolgono a prodotti biologici, lo fanno da sempre. E infatti, da loro, i prezzi sono più contenuti, per via del gran numero di produttori. Da noi, specie al sud, è una materia piuttosto sparuta e i costi delle materie prime sono elevati". Il prezzo della qualit . "Questo tipo di sapone certo non è economico come quello industriale, ma per quanto sia caro, dato che consuma molto molto lentamente, conviene lo stesso sceglierlo". E i motivi sono diversi: "Conviene alla pelle e all’ambiente, essendo biodegradabile".

E i napoletani? "Sono clienti fantastici e molto attenti. Che restano rapiti gi  la prima volta che vengono. Poi c’è anche chi non torna e preferisce usare il sapone col petrolio".

La vendita, rigorosamente in bottega. Niente e-commerce. "Abbiamo un sito solo per dar modo agli utenti di leggere la storia dei saponi, gli effetti di certi odori". N vendita all’ingrosso. "Sarebbe certamente più redditizio, ma noi veniamo dall’esperienza del mercato. Mi piace guardare in faccia i clienti. Permettergli di vedere come produco i saponi e preparare gli oli sotto i loro occhi. La loro felicit  è la mia".

Pina garantisce la qualit  dei suoi prodotti: "I nostri oli sono puri al 100 per cento, si possono aggiungere a creme o saponi, essere bruciati o impegnati nell’aromaterapia. Sono oli alimentari. Quello che metti addosso è come quello che mangi. Ti entra dentro".

Ci sono anche clienti che i saponi non li consumano tra acqua e corpo. "Qualcuno preferisce esporli". E infatti, i grossi blocchi profumati, sono tracciati da venature che farebbe intuire la presenza di un pittore. Invece: "E’ impossibile decidere come si depositeranno i colori, che linee seguiranno. Due saponi non usciranno mai uguali tra loro".

Infine, una speranza: "Per ora siamo gli unici a Napoli, ma spero ancora per poco. Ci piacerebbe che il nostro esempio instradasse qualche ragazzo. Si parla sempre della mancanza di lavoro…"Sul solco di una storia antica,,.

Orari di apertura: dal lun al sab 10/18,30.

Nelle foto (di Maria Volpe Prignano) gli interni del negozio