L’altra anima della citt  è nascosta agli occhi. Non si vede in superficie. Benvenuti a Napoli sotterranea. Ingresso in via Tribunali. Un unico biglietto (9,30 euro) per due percorsi (una passeggiata che dura circa un’ora e venti) e due musei: quello della guerra, unico in citt  e allestito anche con reperti trovati nel sottosuolo e uno di 30 scarabattoli del ‘700.

Una citt  sotto la citt . Conosciuta da sempre, dalle civilt  che si sono succedute a Napoli. Nel tempo si è scavato, mutato, riadattato. Prima l’estrazione del tufo, pietra madre di Partenope. Poi le cave, vuoti riutilizzabili, sono state trasformate in cisterne per le riserve d’acqua. In 400 anni sono state scavate circa 14mila cisterne, collegate da 100 km di acquedotto greco romano. In un passato remoto, alcuni anfratti sono stati utilizzati anche come cimiteri cristiani. Arrivano, gli anni ’40 e la seconda guerra mondiale. E la Napoli sotterranea simboleggia salvezza: una piccola parte viene attrezzata come rifugio antiaereo.

Sul finire degli anni ’80 grazie a una diversa politica culturale, storica e antropologica, c’è stato un recupero del sottosuolo e del suo patrimonio. Nasce cos l’associazione Napoli sotterranea che, spiega il presidente, Enzo Albertini: «Non figura in nessun finanziamento pubblico o privato. Ci auto sosteniamo. Il nostro scopo è far vivere ai napoletani un momento che gli appartiene».
Eppure, si dice che i napoletani amino il sole e non gradiscono scendere sotto terra…
«Vorrei smentire questa diceria. I napoletani sono molto interessati alla loro storia e vogliono conoscere le radici. Sono stati i primi a far conoscere Napoli sotterranea a livello locale, per poi diffonderla a livello nazionale e, quindi mondiale, grazie anche al potere dei media. La discesa è un mix di avventura, rito, sacro e profano. Qui tutto vive nel buio, nel grembo della madre terra».
E con chi soffre di claustrofobia come vi comportate?
«In 20 anni di attivit , ricordo solo un paio di casi. Due visitatori scesi e subito risaliti. Chi sa di soffrire di claustrofobia non si avventura nelle viscere della citt . Agli indecisi mostriamo l’ingresso, gli facciamo affacciare e chiediamo loro se hanno paure ataviche che si possano associare al dubbio sulla loro claustrofobia».
Sono previsti nuovi percorsi?
«Non per ora. Quelli offerti sono più che conosciuti. Specialmente il secondo, il teatro romano, pur essendo attivo da soli sette anni. Completa il viaggio sotto la citt . un punto di riferimento. Vogliamo emozionare il visitatore, cosi che conservi dentro di se un ricordo meraviglioso della citt . E proprio in un anfratto del teatro romano, presto nascer  un punto didattico di incontri e dibattiti sulla geotermica, una realt  microclimatica che, attraverso il tufo, favorisce il gusto della pizza napoletana.».

Orario visite:

dal luned al venerd 12-14-16

sabato e domenica 10-12-14-16-18

Per info

Nella foto (di Maria Volpe Prignano) in alto, l’ingresso di Napoli sotterranea. In basso, un cunicolo