L’anno che verr , titolo dello spettacolo a Courmayeur del 31 dicembre 2014 su RAI1 a cui tra gli altri ha partecipato Daniele, ascolter  solo registrata la voce calda, rauca, fluente di Pino.
Avrebbe compiuto 60 anni il 19 marzo. Cantautore internazionale con testi in napoletano su musiche campane, partenopee di Roberto Murolo, rock di Elvis Presley, jazz di Louis Armstrong, funky, blues, suoni cubani e caraibici. Le sue canzoni sono entrate nella storia della musica napoletana gi  sul nascere e cantate, appena ascoltate, in Italia e all’estero.
Artista poliedrico ed eccentrico si è fatto notare a Milano nell’80 come apripista al concerto di Bob Marley. Si è opposto alla moda di quegli anni in cui tanti neomelodici e cantanti di sceneggiate facenti parte di quella Napoli “carta sporca”offendevano e oscuravano l’antica cultura melodica partenopea. Prova inconfutabile come quel genere non era accettato dalla moltitudine si ebbe ,’8 luglio del 1988 in piazza del Plebiscito quando, in concerto con Pino, Gigi D’Alessio, salito sul palco, fu sonoramente e a lungo fischiato da circa 200.000 giovani.

Scugnizzo doc amante di un amore verace per la cultura e per la sua citt  si evidenzia nei testiJe so pazzo, Nero a met , Terra mia, Medina, Vai mo, Bella mbriana, E sona mo.

Il suo successo viene letto nella partecipazione di musicisti di fama internazionale al suo fianco in tour e la loro presenza sul palco in citt . Il suo gruppo agli esordi era con James Senese, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito. Autore di colonne sonore per Nanni Loy, Marco Risi, Sergio Corbucci, Elio Porta, Alessandro Siani e per l’amico Massimo Troisi. Pino, ragioniere, scrive a 18 anni Napule è. Ciò fa riflettere sulle scarse attitudini degli insegnanti a individuare le capacit  dei ragazzi per poi indirizzarli verso studi più confacenti alla loro creativit  emergente occultata a chi non sa ascoltarli.

Emerge alla fine dell’era degli urlatori con Dalla, De Gregori, Jannacci, Conte che seguono la scia di Luigi Tenco talento suicida perch incompreso.
Pino non ha mai usato il gorgheggio tanto caro ancora ad un rozzo campagnolo presente in TV anche in ruoli non confacenti alla sua scarsa cultura ricca solo di prosopopea meschina. Ha cantato sempre con un fil di voce interpretando la canzone napoletana spesso drammatica, densa di attese, malinconica. Ha scritto testi su personaggi popolari e i suoi sogni come Viviani(donna Cuncetta, Anna verr ). In molte altre ha sottovoce esortato ad agire, a scuotersi dal torpore, a costruire un diverso futuro senza attendere che venga offerto(Quanno chiove, A me me piace o blues, Alleria).

In piazza del Plebiscito, sarebbe meglio definirla Piazza delle Muse per la presenza di tutte le arti e per la sua storia, Pino è stato ricordato da centomila dei suoi fan di ogni et .
Gente ovunque anche in piazza Trieste e Trento, altro nome da abolire, fino alla Galleria che ha il nome di un re piemontese che usò soldati e cannoni contro un popolo ridotto alla fame.
Sulle gradinate di San Francesco di Paola, Lucia Cassini con Loredana, nipote di Pino, ha intonato brani celebri con il coro della folla alla presenza di giornalisti RAI e altre emittenti. Voci armoniose e non si sono sentite in altri gruppi raccolti all’esterno della piazza. Un sit-in spontaneo come è consuetudine a Napoli ha voluto ricordare il Cantore della citt  senza lacrime ma con la gioia di averlo amato ascoltato applaudito e cantato per più di trent’anni. Oggi pomeriggio, alle 19, dopo quello romano, secondo funerale fuori della basilica San Francesco di Paola, che sar  celebrato dal cardinale Sepe.

Nelle foto, momenti della serata con veri e propri altarini allestiti per ricordare Pino Daniele. In piazza del Plebiscito c’era anche la nipote Loredana, nell’ultima immagine a destra