Che fine ha fatto il paesaggio? E’ forse morto come il chiaro di luna per lasciare spazio a meno romantici scenari? O è stato inghiottito dall’asfalto e per questo scomparso dalla tela dell’artista? A queste domande prova a dare molteplici risposte la mostra “Oltre il paesaggio”, ospitata da Movimento Aperto da oggi e fino al 23 giugno. Un incontro di artisti napoletani e non che tornano a cimentarsi con un tema che sembra essersi perduto, un confronto non solo contemplativo ma anche di riflessione, una riflessione legata al nostro tempo e alle sue architetture.

L’idea è di Giorgio Agnisola e l’argomento sar  sviscerato non solo attraverso le opere dei dodici protagonisti coinvolti, ma anche nel corso di due dibattiti, il primo “Il paesaggio tra arte e letteratura” gioved 3 giugno con Valeria Alinovi (letteratura) e Bruno del Monaco (fotografia) e il secondo il 23 giugno “Il paesaggio, oggi” con Gaetano Bonelli e Floriana Coppola che discuteranno sul nuovo paesaggio, quello urbano, che annega nel cemento e talvolta nel degrado.

La collettiva chiama a raccolta Vincenzo Aulitto che si confronta con il paesaggio dei Campi Flegrei; Michele D’Alterio, giovane artista casertano; il fotografo Bruno del Monaco, noto per aver raccontato l’arte contemporanea a Napoli; Carmine Di Ruggiero che propone un ricordo estremo del paesaggio, quasi un’impronta di luce; Venanzio Manciocchi specializzato nel paesaggio della campagna pontina, raffigurato in questa occasione in chiave intensamente materica; Antonio Montano che inserisce frammenti di paesaggio in una spirale genetica; Domenico Napolitano che raffigura lo scenario di una Piazza del Plebiscito i cui monumenti sono solo intuibili e invasa dai vermi per sensibilizzare l’osservatore al tema del degrado; Teresa Pollidori che fotografa palazzi squallidi e li rende seduttivi con la manipolazione digitale; Carmine Rezzuti che propone un’istallazione in cui dal fodero di un violino esce prato e una pecora che la bruca; Andrea Sparaco e il suo paesaggio che si confronta con l’umano in chiave caricaturale; Ilia Tufano che studia il rapporto tra il valore evocativo dell’immagine e della parola, in questo caso dedicandosi al Mare e Carla Viparelli che ancora una volta giova con le parole e lo Stromboli diventa Tromboli con un buco alla bocca della tromba sovrapposta al vulcano che vuol dire “andare oltre il paesaggio”.

Il risultato è un campionario di linguaggi che mette in discussione la scomparsa del paesaggio per riaffermarlo in chiave contemporanea e consegnarlo al futuro.

Oltre il paesaggio

Dal 19 maggio al 23 giugno

Movimento Aperto, via Duomo 290/c Napoli

Nelle immagini, in alto, un’opera di Carla Viparelli. In basso, da sinistra, Vincenzo Aulitto, Ilia Tufano e Teresa Pollidori