Nell’ immaginario del più classico fra gli economisti il mercato globale si fonda su una logica spietata, che conduce al massacro gli imprenditori più teneri ed eleva in una posizione di assoluto dominio chi, da bravo segugio, si lascia guidare dall’odore dei soldi. In questa prospettiva è lampante che profitto e cultura non possano seguire la stessa direzione, come se fossero sponsorizzate da due divinit  ostili, in perenne lotta tra loro.
Fendi e Coca Cola siglano una tregua tra i due contendenti e in occasione della serata evento “Fendi for children”, che si terr  al Pan domani (11 marzo) alle 19.30, inverosimilmente abbandoneranno la veste di marchi di successo planetario, arrembanti fette di mercato sempre più remote, per indossare i panni dell’arte, per trasformarsi da emblemi del capitalismo allo stato puro a vere e proprie opere dell’ingegno e della creativit .
Christian Leperino e Angelo Volpe, giovani artisti napoletani, sono stati scelti dai collezionisti Ernesto e Claudio Esposito, promotori dell’iniziativa insieme a Maria Savarese per ricavare dai due brand una rappresentazione di taglio artistico, che, facendo leva sulle icone Fendi e Coca Cola, esaltino l’essenza stessa della cultura popolare intrisa di oggetti capaci di rivendicare e a giusta ragione il titolo di simbolo.
“Tra i ricordi della mia infanzia c’è il rosso della lattina di Coca Cola. La contemporaneit  appare dominata dai tempi dell’ usa e getta, dai modi della globalizzazione, che tende ad appiattire le differenze, le singole individualit . Nei miei quadri tento di raccontare senza moralismi queste dinamiche e di mettere in moto un processo di riflessione e di riappropriazione delle diversit  che possono arricchire ogni individuo.” Cos esordisce Angelo Volpe, autore di “The Garden of fhe liberties” e “The winner is…Donald Duck”, opere che, attraverso la tecnica della pittura ad olio desunta dai maestri rinascimentali, ricostruiscono dimensioni ultramoderne, abitate da sexy dolls plastificate, fedeli adepte di canoni estetici sempre più settari ed assurdi per quanto irraggiungibili, da donne amazzoni disposte a tutto pur di conquistare una posizione di prestigio nella scala sociale, da oggetti, figure, personaggi dei fumetti e delle fiabe incantate della Disney che, al pari della Coca Cola, invadono non solo gli spazi materiali, ma anche quelli mentali.
“Bottle” è invece la scultura in alluminio realizzata da Christian Leperino.
“Ho accettato l’incarico affidatomi da Ernesto e Claudio Esposito come l’occasione per creare un momento eccezionale in cui lo spettatore compratore possa instaurare un rapporto diretto con l’opera- merce. La bottiglia di Coca Cola alta 160 cm è la riproduzione in scala dell’originale di 18 cm e per le sue straordinarie dimensioni ed il materiale di cui è composta consente al fruitore di specchiarsi e fondersi completamente con la sua superficie.”
Questi i termini della sfida colta dall’artista napoletano, artefice di un’opera che è contemporaneamente materia e percezione, prodotto in serie e performance artistica.
Nel corso della serata le sculture a tiratura limitata di Leperino e le tele dipinte da Volpe saranno battute all’asta da Clarice Pecori Giraldi e Mariolina Bassetti della Christie’s casa d’aste.
Il ricavato sar  devoluto alla fondazione Lestari Mandorak, da anni impegnata insieme all’Associazione napoletana M-Art nella lotta contro la Malaria nell’isola di Sumba in Indonesia e nel sostegno alla salvaguardia ed allo sviluppo delle culture indigene.
Fendi e Coca Cola, dunque, proveranno a reinventare se stesse, sconvolgendo per una sera l’ortodossia del mercato e concedendosi il lusso di aprirsi alla beneficenza facendosi arte.

Nella foto in alto, Leperino davanti alla sua scultura in alluminio, "Bottle". In basso, un’opera di Volpe