La storia musicale di Napoli e, in particolare, le gloriose stagioni seicentesche e settecentesche che videro fiorire generazioni di compositori illustri meriterebbero ben più di momenti celebrativi occasionali. La necessit  di un laboratorio permanente sulla musica è il teatro all’ombra del Vesuvio che viene avvertita ormai soltanto da pochi appassionati, ai quali nel periodo pasquale l’Associazione Domenico Scarlatti ha offerto un prezioso cadeau. Cinque eventi, altrettante occasioni di incontro con la grande musica napoletana. Queste cronache si riferiscono ai concerti del Gioved santo e del Venerd santo.
Il primo ha presentato brani di Antonio Vivaldi, con il quale sono stati messi idealmente a confronto Gaetano Veneziano, Leonardo Leo e, una vera sorpresa per molti, quel Don Gennaro Manna del quale abbiamo ascoltato in prima esecuzione moderna la Lectio Quinta del gioved santo.
Nella sera del venerd santo il foltissimo pubblico che gremiva il centro di cultura Domus Ars (foto) ha potuto ascoltare lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi. Sotto la guida di Enzo Amato, noto ai più come squisito chitarrista, i solisti della orchestra da camera di Napoli e il coro Jubilate Deo hanno dato corpo a una lettura snella e senza orpelli di quello che può ritenersi il testamento musicale e spirituale del giovane compositore marchigiano che venne sulle nostre coste a trovare generosa accoglienza e prematura morte. In una cornice suggestiva e sepolcrale, appena rischiarata dalle fiammelle delle candele, la musica di Pergolesi ha svelato tutta la sua sconcertante attualit .
In fine di serata la prima esecuzione mondale del Miserere di Pasquale Anfossi ha rafforzato la convinzione, che Amato non ha perso occasione per sostenere con la sua abituale grinta, che la musica napoletana è una miniera inesauribile e che continuare a non dedicarle la giusta considerazione è segno di incuria non più tollerabile. Il successo dell’esecuzione dello Stabat è stato notevole, ma è apparso come un monito, un richiamo a doveri e responsabilit  che sarebbe davvero folle continua a ignorare.