Grotta d’avanguardia dagli anni ’70, scena aperta alla sperimentazione, punto di riferimento per le nuove generazioni, anche ora, verso il III millennio. E’ il teatro 8napoletano) spazio libero in via del Parco Margherita. Tra gli spettacoli in programmazione da oggi, 18 aprile fino al 25, “Rosalina” da Shakespeare, testo e regia di Giovanni Piscitelli. Con Vittorio Lucariello, che l’ha fondato, parliamo di cosa significa ancora adesso, l’avanguardia.

Direttore, la sua ricerca artistico – filosofica è sempre stata di Avanguardia nel preannunciare un qualcosa che sarebbe accaduto. Alla luce di quanto detto, come definisce il “Postaeternum”?

“Il Postaeternum, cos come il Postatomico o il Postmoderno è da interpretare quale sfida filosofica che attraversa il quotidiano. Il tema dell’immortalit , affrontato in una trilogia di cui fanno parte
“L’inarrestabilit  della vita, l’estrema fragilit  della morte nel secolo dell’aggressivit  della scienza” (2010) e “Il Mistero della vita…sguardo gotico” (2010), è certamente di l  da venire, ma come tutte le cose futuribili ha gi  una radice contemporanea, pone gi  oggi problemi morali e sociali lontani dall’essere discussi. Mi riferisco, per esempio, alla scienza, al suo “gigantismo” e alla sua aggressivit  pervasiva. L’Avanguardia e nello specifico il “Postaeternum” si protendono attivamente in avanti, affrontano ciò che va maturandosi e lo fanno attraverso uno sguardo ironico, iperreale”.

E’ dall’Avanguardia, dunque, che nasce un auspicio di rinnovamento rivolto al teatro.

“Da quando ho iniziato il percorso di Teatro Spazio libero nel 1974, ho sempre cercato di anticipare, prevenire, adattare il teatro al cambiamento anche più clamoroso. Negli anni ottanta e novanta, per esempio, prima di Mendini e delle trasformazioni nel Designe gi  parlavamo di un revival del Futurismo e di una sua rilettura in chiave apologetica. “Il Mistero della vita…sguardo gotico” è un’opera profetica, che anticipa i tempi con ironia, strumento più adatto per guardare in avanti. E’ curioso, ma in questo mio ultimo ci sono diverse analogie con “Ladri di cadaveri” di Jhon Landis, commedia grottesca, che mescola horror e risate, scienza e follia, anatomia e humor nero. E’ curioso semplicemente per il fatto che le somiglianze sono del tutto casuali, non avendo visto il film di Landis prima di aver scritto e realizzato “Il Mistero della vita… sguardo gotico”.

Teatro Spazio libero nel tempo ha dato prova di essere un’importante fucina di giovani talenti.

“Mario Martone, Luca De Fusco, Toni Servillo, Bruno Roberti sono tra quelli che negli anni ottanta e novanta hanno contribuito alla rifondazione del teatro. Allora il nostro “nemico comune” era Gassman. “Noi azzereremo il teatro e la recitazione per rifuggire dallo stile “mattatorio” e dal naturalismo.” Questa era la nostra idea comune. Ci sentivamo vicini alla linea dell’ “Actors Studio” di New York, naturalmente una linea che avevamo provveduto ad interiorizzare, a rendere più nostra, più “mediterranea”. Toni Servillo, attore che fa sembrare “vero” il suo teatro, incarna perfettamente ciò che intendevamo per rifondazione teatrale. Attualmente le nostre strade si sono separate. Martone è direttore del Teatro Stabile di Torino e Servillo si divide tra cinema e teatro. Credo, tuttavia, che questo sia un bene. Le diversificazioni devono esserci per consentire al teatro di avere un approccio multidisciplinare sugli argomenti. Guai a fossilizzarsi”.

Cosa ci riserva Vittorio Lucariello per il futuro?

“L’oscurantismo culturale in cui ci ritroviamo mi ha convinto a lavorare sul gotico. Questo stesso oscurantismo mi spinge a cercare oltre, ad indagare i di diversi periodi storici. In particolare mi dedicherò all’Illuminismo, partendo dal volume di Scalfari “Alto mare aperto”. La storia attende solo di essere riletta con occhi nuovi”.

Nella foto (di Andrea Scala), un momento dello spettacolo “Il mistero della vita, sguardo gotico” di Vittorio Lucariello, in scena a marzo