“I partiti non sanno vincere la pace. Il loro corpo è gi  stato attaccato da un virus pericoloso, la disonest , che li far  fuori. Roma è una capitale corrotta in una nazione infetta”. Più o meno queste parole si sent dire il trentasettenne Giampaolo Pansa quando andò a intervistare Arrigo Benedetti all’inizio degli anni Settanta. Incaricato dal suo (allora) direttore della Stampa, Alberto Ronchey a scrivere un pezzo per la terza pagina, su un protagonista del giornalismo, deciso, in quel momento, a uscire dalla scena di una professione tanto amata. Pansa racconta l’aneddoto nel suo libro ” I cari estinti”, una specie di “Come eravamo in politica”, prima del crollo comunista.
Il Tonno, cos era soprannominato il fondatore dell’Espresso, per via della sua corporatura tarchiata, di un viso tondo e labbra sporgenti, concluse l’incontro da profeta scomodo “Lei è ancora molto giovane. Riuscir  a vedere la fine di questa repubblica. Io sono ben più anziano… E non avrò questo fastidio”.
Non aveva previsto che il fastidio sarebbe stato doppio. Dopo la prima, anche la seconda è andata in pezzi e la terza rischia di non nascere mai, travolta dalle macerie di un’Europa gi  barcollante.
Da Oltralpe più seriet  e regole auspica Jacques Attali, guru delle scienze economiche. Con un avvertimento “Tutti i paesi europei sono stati colpevoli di cattiva gestione, non solo la Grecia. Tante sono le bugie sul debito pubblico. Ci si è abituati a vivere al di sopra delle proprie possibilit …. Bisogna pensare più in grande. La moneta unica c’è quando esiste uno stato…E, quindi, una strategia di bilancio sostenibile. Poi può avvenire la ripresa, fatta d’investimenti privati”.
Domani avremo davvero un altro giorno solo se ci sar  finalmente politica, fondata su responsabilit  morale in una societ  competitiva ma equa, in grado di offrire a tutti uguali possibilit  di lavoro e sviluppo.
Torniamo in Italia. Tra cinquant’anni secondo l’Istat- il belpaese non sembrer  più tanto bello, almeno per quanto riguarda la sua popolazione che sar  piuttosto anziana. Pochi ragazzi continueranno ad abitarlo, soprattutto per merito degli immigrati. Perch l’Italia non è ancora una nazione per donne, costrette, per la maggior parte, a non lavorare più se desiderano diventare mamme. Molte non hanno la possibilit  di conciliare maternit  e professione. Assenti le strutture, ma anche la mentalit  che valuti correttamente energie e risorse femminili in ogni campo.
Per cambiare occorre vivere, non sopravvivere. Avendo rispetto per se stessi , con il coraggio di arrabbiarsi e trasformare il presente che calpesta il diritto di dignit , obbligando alla rassegnazione da emarginati.
Il vecchio continente, nel frattempo, pur azzoppato, fa pressing su di noi affinch ci si adegui ai suoi standard. E , allora, nella corsa alla liberalizzazione, si sta confezionando un pasticciaccio all’italiana. Da settembre 2012 gli ottantamila giornalisti pubblicisti iscritti all’ordine saranno fuorilegge? Esisteranno solo i professionisti che gi  hanno sostenuto o sosterranno l’esame di Stato, grazie a un contratto editoriale o alla frequenza (superpagata) di una scuola di giornalismo? Sul caso c’è ancora nebbia fitta…
In Europa non funziona in questo modo. In Francia , Germania, Regno Unito chiunque può svolgere attivit  giornalistica. Non è questione di Stato, n di appartenenza. Piuttosto di libert . Che lo Stivale continua a malmenare con il tacco a spillo dei privilegi, camuffati da riforme.

*Nel settembre 2011, cittadini napoletani si sono riuniti a Palazzo Serra di Cassano per presentare il manifesto della nuova sinistra. Tra i promotori, Ernesto Paolozzi, docente di storia della filosofia contemporanea all’universit  Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’obiettivo principale mettere in moto un riformismo radicale che possa finalmente dare vita, dalle fondamenta, alla trasformazione di un Paese finora troppo piegato sui privilegi di pochi e l’ emarginazione di molti. Giustizia, cultura, partiti, trasparenza, arte contemporanea sono alcuni dei temi trattati in questo nuovo numero del magazine il mondo di suk che raccoglie interventi di un gruppo di firmatari. Per spiegare la necessit  e le ragioni del cambiamento.
16 gennaio 2012

Nella foto, Jacques Attali