L’imprevisto è un tuono che non lascia spazio alla lentezza. Piomba sulla quotidianit  con tutta la forza del cambiamento. E la realt  si mostra come unica strada da percorrere. un po’ quello che succede nel primo lungometraggio del regista Guillaume Brac, nuovo soffio di aria fresca in un cinema francese ormai ansimante. La pellicola “Tonnerre”, rivelazione al 66 festival di Locarno, prende il nome da una piccola citt  della Borgogna dove si svolge la storia ma, allo stesso tempo, gioca su uno stato d’animo tonnerre in francese significa tuono ed è un chiaro riferimento a quello che succede al protagonista, Maxime, rocker trentatreenne, che torna da Parigi (per qualche mese)nel luogo d’origine, ma poich ha affittato la casa a vacanzieri stranieri, si rifugia nella casa paterna dove vuole realizzare con tranquillit  il suo nuovo disco.

Il tuono entra dalla porta e ha il volto dolce della giovanissima Melodie, l per intervistarlo come collaboratrice di un giornale regionale.
A introdurla è il padre con cui Maxime non ha un rapporto sereno dal momento che gli rimprovera di aver lasciato la mamma per una donna giovanissima e di essere tornato da lei, gi  dilaniata dal cancro, solo perch l’amante se ne è andata, riducendolo col cuore a pezzi.

L’intervista fa esplodere un amore brevissimo e intenso.
Lei lo molla per riappacificarsi con il suo ex fidanzato, lui la insegue dilaniato da una sconcertante e inaspettata ossessione, fino a sequestrarla ed essere arrestato dalla polizia. Colpo di scena finale Melodie ritira la denuncia e Maxime guarda in avanti, riconciliandosi con la figura paterna.

Proprio come in “Tonnerre”, il dolore ha investito, dieci anni fa, la vita di Rosario Esposito La Rossa, tuttavia non l’ha sopraffatta.
Rosario ha reagito, insieme alla compagna Lena e agli amici, alla tragica fine del cugino ammazzato per sbaglio in quel quartiere che per molti è solo palude di morte, Scampia.
Ha riorganizzato l’esistenza attraverso la cultura delle parole e dell’azione, finch non è arrivato il tuono della svolta con la casa editrice donata da Tommaso Marotta e Anna Cafiero, un trampolino per tuffarsi nell’oceano della creativit , inanellando iniziative e progetti. E creando un movimento produttivo che parte dalla gente, dalla capacit  delle persone di diventare imprenditori dell’invisibile, di quelle energie che per il potere culturale ufficiale non hanno n valore, n significato. Sollecitando un coinvolgimento civico, lo stesso che sta contagiando la Grecia stremata dalla corruzione e dalla crisi finanziaria, con interventi urbani realizzati dai cittadini impegnati ad arredare scuole, a ripulire i parchi, a promuovere occasioni di beneficenza. Soffrire insegna a conoscere e anche a costruire.

*Dedichiamo questo numero agli editori di Scampia ragazzi che hanno avuto in regalo da Tommaso Marotta e Anna Cafiero il marchio editoriale Marotta&Cafiero, trasformandolo in una realt  vivace, capace di esprimere progetti e iniziative, coinvolgendo un quartiere etichettato dai mass media come zona di camorra. Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo sono stati capaci di costruire sinergie , stimolando una reazione collettiva alla violenza quotidiana e dimostrando che con la cultura si può crescere, lavorando con entusiasmo. Il magazine è testimonianza di una realt  a più voci che sar  protagonista, anche quest’anno, al salone del libro di Torino con un piccolo stand. Il 9 maggio, al Lingotto, sar  presentato il volume “Campania, la terra dei cuochi” prodotto con LegAmbiente per proporre un’immagine diversa di quel territorio invaso dai rifiuti tossici non terra dei fuochi, ma sorgente di eccellente gastronomia.
Il numero è stato realizzato grazie al coordinamento di Gabriella Galbiati, ufficio stampa di Marotta&Cafiero.

Per saperne di più
www.marottaecafiero.it

Nella foto, Rosario Esposito La Rossa E Madadlena Stornaiuolo al Salone del libro di Torino nel 2013