Venere dal bel fondoschiena. Sospira dalla sua altezza di marmo, un metro e sessanta, e ammira le proprie forme perfette, un po’ annoiata dal silenzio notturno. stata una giornata memorabile in quella sala del Museo Archeologico dove i suoi pensieri si perdono nella nebbia dei secoli. In tanti le si sono messi al fianco soprattutto uomin, giovani e attempati. Con uno strano aggeggio e pronunciando commenti per lei indecifrabili. «Hai visto che bel selfie mi sono scattato vicino a questa bel pezzo di donna?». Poi ha notato la sua immagine riflessa con la loro su un qualcosa che assomigliava a uno specchio. Alla fine del viavai, se ne sono andati tutti e lei è ripiombata in una silenziosa malinconia. Interrotta da un improvviso fragore, come di qualcosa rovesciato violentemente sul pavimento. Mentre cerca di capire che cosa sia successo, viene investita da un ciclone umano, Ercole, che, stanco delle sue fatiche e anche di appoggiarsi alla clava, ha deciso di scaraventarla in aria, abbandonando la propria postazione.
«Cara Venere, oggi mi sono proprio arrabbiato, sai? Non potevo esplodere, dovevo dimostrare contegno per non spaventare il pubblico cui tengo tanto. Però, quando ho sentito due signori accanirsi sulla citt , avrei voluto gridare loro tutta la mia indignazione».
«Ma che è successo?».
«Erano due persone con un accento settentrionale molto marcato. Adesso, da napoletano adottivo, sono capace di distinguerlo subito. Non è che abbia mai avuta acredine nei loro confronti. C’è tanta brava gente al Nord e anche al centro, come ce n’è parecchia di cattiva pure al Sud. Ma non sopporto quelli che non ci conoscono e vogliono a tutti i costi emettere sentenze».
«Non farmi stare sulle spine, dai… Posso sapere che cosa hanno detto?».
«Uno giovane e l’altro anziano. Due giornalisti, mi sembra di aver capito dai loro discorsi. Si meravigliavano che la malavita organizzata non avesse ancora messo le mani sul nostro Museo. “Capisci cos si esaltava il più vecchio- che colpo sarebbe se entrassimo qui con la telecamera e tra i reperti archeologici montassimo un servizio inframmezzato da immagini di scippi o morti ammazzati commentando che anche per questa antica vetrina della cultura non c’è più speranza… E il secondo annuiva divertito».

Venere lo ascoltava con un’espressione dispiaciuta, cancellata, quasi subito, da un magnifico sorriso. «E invece io ti devo raccontare una buona notizia. Tra tutto questo chiasso di oggi, ho ascoltato parole equilibrate. Una coppia di mezza et , passeggiando tra noi statue, si scambiava confidenze. La signora, sottobraccio al marito, diceva “Non capisco perch quello che
vediamo in tv e leggiamo sui giornali è solonegativo. Non trapela mai una buona notizia. Maquesta citt  ha tanto di speciale. Il passato riesce a parlare con il presente, anche qui, in questo Museo. Vedo un calore, un entusiasmo, un’energia che noi non riusciamo nemmeno a immaginare, una voglia di fare, organizzare, rinnovare. Certo, fuori c’è anche la morte, la miseria, il vandalismo, l’imbroglio, la criminalit , le rapine. Ma dov’è che non esiste?”. E non mi sembrava che la signora fosse meridionale…».
Un leggero rumore fece tacere le voci. Rasserenato da quelle parole, Ercole raccolse la clava, e tornò al suo posto. Mentre la luce del nuovo giorno si faceva spazio tra le sale ancora addormentate.

*Questo nuovo numero, coordinato da Francesca Panico, è dedicato al lavoro che il servizio educativo della Soprintendenza per i beni archeologici di Napoli svolge in quello che è il Museo per eccellenza della nostra citt . Un’attivit  paziente, radicata nel tempo, che è riuscita a trasformare la struttura museale in un luogo di incontro per
cittadini e turisti, dove il passato dialoga con il presente, in un confronto continuo e costruttivo. Eventi, reading, incontri sono i tasselli di una articolata e intelligente attivit  culturale, ancora sconosciuta a molti napoletani.
Abbiamo chiesto ai protagonisti di questa “tranquilla rivoluzione” (nell’approccio con i visitatori) di parlacene. Apre la serie di interventi, il responsabile Marco de Gemmis, cui si affiancano Ilaria Donati (archeologi di Coopculture), Ferdinando Tricarico (poeta e performer che ha partecipato agi incontri poetici organizzati al Mann), Lucia Emilio e Michele Iacobelllis (funzionari del servizio educativo), l’artista
Christian Leperino che ha esposto una sua installazione nella sala del Toro Farnese, Silvia Evangelisti, curatrice della mostra, Ornella Falco (responsabile ufficio stampa della soprintendenza) e Vittorio Melini (collaboratore dell’ ufficio stampa della soprintendenza e del servizio educativo).

Per saperne di più
www.facebook.com/MuseoArcheologicoDiNapoliServizioEducativo

Nella foto di homepage, la facciata del Museo archeologico

marted 28 ottobre 2014