Johanna Morrigan ha 14 anni, molti chili in più e un aspetto poco gradevole. Non ama la vita che condivide a Wolverhampton, cittadina britannica di 250mila abitanti nelle Midlands, con un pap  infantile, aspirante rockstar, una madre troppo paziente, due fratelli (uno maggiore, l’altro più piccolo), un cane lupo. Come se non bastasse, in una famiglia sempre in conflitto con i soldi, stanno per arrivare due gemellini che la mamma proprio non si aspetta. Il quadro è sufficiente a suggerirle di trasferirsi a Londra, cambiare nome e modo di vivere Johanna diventa Dolly, decide di concedersi una vita piena di sesso, malgrado si senta brutta.

I suoi pensieri arrivano ai lettori attraverso la forma di un diario
(ambientato negli anni novanta) dal titolo “Come diventare una ragazza” (pubblicato in Italia da Bompiani) firmato da Caitlin Moran, editorialista del “Times”. Che tra i consigli affidati al suo alter ego, Johanna/Dolly infila anche il seguente non appena avrete finito la vostra trasformazione vi renderete conto che avete sbagliato tutto, che siete cresciute ed è tempo di reinventarsi ancora. E poi ancora una volta, per tutta la vostra vita.
Una consapevolezza, questa che appartiene anche alle protagoniste del progetto cui diamo spazio in queste pagine. Donne che hanno il coraggio di ascoltare le proprie idee, di non rinunciare al ruolo di mogli e madri, di affrontare i rischi dell’impresa, ascoltando i consigli di chi un’azienda l’ha fondata prima di loro. Di mettersi in discussione, voltare pagina, scalare la montagna dei desideri. Voci femminili che testimoniano come sia duro credere nei propri sogni ma anche quanto sia importante inseguirli finch non si avverano, compiendo piccoli passi e accumulando esperienze. Un diritto che conquistano con la “normalit  del quotidiano” senza nascondere la propria femminilit . Sono donne che vogliono stare dalla parte delle donne, partendo da se stesse, senza mettersi in competizione con le altre, n con gli uomini. Non hanno voglia di dominio e non ragionano secondo categorie di potere. Sono affascinate dalle loro passioni e, allo stesso tempo, dalla voglia di realizzarle, attraverso oggetti, accessori, abiti.

«Ho scelto un vestito di vigogna grigia, il meno appariscente possibile, appena ravvivato dalle pieghe della gonna, ma forse è ancora troppo squillante la mattina di fine autunno 1959 in cui entro alla Olivetti di Torino, dalle parti di piazza Solferino, per il colloquio di selezione».
Lo scrive Marisa Bellisario, prima grande donna manager italiana (1935 1988), nell’autobiografia pubblicata agli apici del successo. Adesso le donne, nonostante (troppi) tentativi di una pericolosa marcia indietro, hanno conquistato i colori della vita anche sul lavoro, senza nascondersi per timore di non essere considerate all’altezza della situazione. Orgogliose, sorridono al presente, rimboccandosi le maniche con allegria. Anche se a volte c’è da stare poco allegri. Ma l’ottimismo le salver .

UN PROGETTO TRA PRESENTE E FUTURO

Dedichiamo questo numero del magazine a “Vivaio Donna”, progetto promosso dal Comune di Napoli, nell’ambito degli interventi finalizzati allo sviluppo e alla coesione col Programma “Donne per lo sviluppo urbano” (con risorse a valere sul P.O.R. CAMPANIA FSE 2007/2013 – Asse II Occupabilit ).
Fiore all’occhiello dell’iniziativa sono i partner Cidis onlus, Carlo Borgomeo & Co., Theorema, Studio Come.
Obiettivo promuovere l’occupazione e sostenere la creazione di imprese femminili con azioni tese a combattere disparit  legate a situazioni sociali, economiche, culturali, etniche. In un vivaio, appunto, spazio polifunzionale nel centro di Napoli, luogo fisico ma anche simbolico e virtuale, che accoglie, accompagna nel “tempo del decollo” e rafforza le competenze delle donne in possesso di un talento artigianale o artistico da valorizzare.
Centodieci le donne ammesse che hanno intrapreso un percorso di creazione e consolidamento della propria idea imprenditoriale, attraverso lezioni e incontri o con tutor e manager di settore. Un ulteriore processo selettivo ha individuato 70 partecipanti. Stiliste, sarte, interior designer, creatrici di gioielli e accessori moda, upcycler, ricamatrici. Diamo la parola ad alcune di loro e agli ideatori dell’iniziativa.

Per saperne di più
www.vivaiodonna.it

www.facebook.com/pages/Vivaio-Donna/1487445534873388

Nella foto, il manifesto del progetto Vivaiodonna