Forse sar  anche impuro. Però è efficace. Un toccasana per una societ  di egoisti, che ha vissuto sopra le righe infischiandosene degli altri. Il grande schermo che punta il suo occhio luminoso sui diritti umani, li amplifica, li ingrandisce, offre loro una dignit , è un protagonista da meritare onore e rispetto. Oltre a essere in sintonia con i tempi. Il debito pubblico planetario sta facendo impallidire il clan dei cinici asserragliati nel recinto dei privilegi, a favore di chi si impegna per gli invisibili. Il suo contributo alla necessit  della svolta generosa lo ha dato anche l’assemblea generale delle Nazioni Uniti il 2 aprile 2013, approvando, con 154 voti favorevoli, malgrado un tenace trio contrario (Corea del Nord, Iran e Siria) uno storico trattato sul commercio d’armi che blocca l’afflusso di armi destinati a crimini contro l’umanit  e determina una benefica inversione di tendenza. Ingranata dopo un lungo, travagliato cammino.
il principio di un nuovo ritmo che contagia il cinema e isola i nuotatori controcorrente, costringendoli a diventare minoranza. E il ritmo nel mondo cinematografico condiziona tutto. quella curva del movimento minuziosamente descritta da Sergej Michajlovič ĖjzenÅtejn (iRiga, 23 gennaio 1898 Mosca, 11 febbraio 1948) quattordici anni dopo aver girato un film imponente come La corazzata Potmkin. “All’inizio un caos (in primo piano) di corpi che si precipitano in avanti. Poi una ripresa generale di corpi che si muovono sempre caoticamente. Poi il caos si trasforma in un martellante ritmo di stivali di soldati che scendono le scale… Il movimento si accelera…”. Diventa linguaggio, corpo, materia. Invade l’immagine, si espande nello sguardo, ne rapisce l’attenzione.
E’ la curva della vita che è maestra di grandi racconti, ineguagliabile suggeritrice di cambiamenti e di svolte. Nel presente e nei giorni che verranno. Scuote le vene, non ha bisogno di effetti speciali, respira come documento di se stessa, messaggera dei fatti. In un attimo può azzerare quel falso che spesso è la messinscena mediatica della verit .
In un mondo che dribbla tra spettacolare e melenso, tra folclore e menzogna, tra detto e indicibile è lei a vincere. Anche al cinema. Non conosce le mezze misure, spietata piuttosto che buonista, parla con franchezza. Non segue tentazione paternaliste come lo stato che spesso finge di proteggerli i suoi figli, ma volentieri li calpesta. Mette in chiaro subito i ruoli di carnefice e di vittima, dissipa i dubbi, la realt . Mostra, svela, scopre la fragilit  del male e dei suoi complici.
Il futuro dipende solo da noi, avvertiva Popper, filosofo della societ  aperta “Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori”. Ma della realt  non dobbiamo avere timore. Diffonderla è un dovere. Per far vincere i diritti.

*Spazio al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli in questo nuovo numero del nostro magazine. Con Maurizio Del Bufalo, che ne è il coordinatore, intervengono Antonio Borrelli, Giuseppe Borrone, Giovanni Carbone, Gino Frezza , Sabrina Innocenti, Gianluca Loffredo per descrivere una realt  culturale che alimentano da anni, ora in sinergia con il Festival Internacional de Cine de Derechos Humanos di Buenos Aires. Ma c’è anche un collegamento con la Francia. Gli studenti incontrati nei loro cineforum itineranti nelle scuole partenopee vivranno un’esperienza nuova e formativa con coetanei francesi, in qualit  di giurati, in un Festival alla periferia di Parigi, “Terra di Cinema”, dove il tasso della dispersione scolastica è molto alto, come a Scampia.

Per saperne di più

www.cinemaediritti.org
(sito dell’associazione “Cinema e Diritti”)
www.cinemanapolidiritti.it (sito ufficiale del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli)

www.humanrightsfilmnetwork.org (sito della rete Human Rights Film Network)
www.retedelcaffesospeso.com(sito della Rete del Caffè Sospeso)

luned 15 aprile 2013