L’uomo moderno che vive le contraddizioni del reale, in lotta per liberarsi delle sovrastrutture, delle convenzioni sociali, delle ipocrisie che soffocano la parte più autentica di se stesso è il protagonista della prova narrativa di Marco Liber (pseudonimo di Angelo Gorruso). “Adamo” è un problematico romanzo di formazione (pp.208, Kairòs Edizioni, 14,00 euro) che, richiamandosi alla simbologia del primo uomo della Bibbia, offre numerosi spunti di riflessione sugli aspetti essenziali e più profondi della vita, le cui insidie comportano una battaglia senza sosta per uscire dallo stato di oblio. In quest’apprendistato lungo, irto di difficolt  e di minacce, Adamo vuole “leggere la verit  degli altri, le loro reali intenzioni e reazioni, e vedere i loro comportamenti nascosti”.

Aspirazioni utopistiche che si rivelano ancor più tali nell’alienante attualit  del presente, che disarma e confonde perch ormai sono straripati gli argini, sono crollati gli pseudo-valori a cui si aggrappava una societ  perbenista nel vano tentativo di frenare le passioni mal celate e gli istinti nascosti. Perfetto depositario di quei modelli comportamentali ritenuti superati appariva il colonnello Fabrizio P., che pure aveva i suoi scheletri nell’armadio: gli incontri furtivi e trasgressivi con Marta, bella cassiera del Bar centrale, quando a trent’anni si sentiva ancora “fico”, ma felicemente sposato con Lisa, appagata del suo ruolo di moglie e madre anche se in segreto il desiderio di sentirsi ammirata da qualcuno, che non fosse suo marito, la solleticava. Velleit  inconfessabili sotto il grembiule. Inconfessabile anche l’iniziazione erotica di Adamo, che sarebbe avvenuta proprio (se pap  Fabrizio l’avesse saputo! Forse lo sospettò…) con Marta, ormai matura signora di una bellezza non del tutto sfiorita.

Costellano l’adolescenza di Adamo la scoperta del sesso, la scuola, le amicizie passeggere e quella solida con Luciano che, dopo gli studi superiori, parte per un Nord più emancipato, più tollerante verso quella “diversit ” nascosta anche all’amico di sempre, perch oggetto di un amore non lecito, che sicuramente non sarebbe stato ricambiato, date le opposte nature. Le esperienze erotiche appagano i sensi, inorgogliscono la virilit , ma col tempo il piacere acquista il sapore del gi  visto, non appaga più, si cerca quel completarsi reciproco che nemmeno le donne vogliono più, prese dalla realizzazione professionale e libere nel gestire una sessualit  non finalizzata alla procreazione. C’è tempo e semmai questo passa, ecco in soccorso la medicina con le sue tecniche all’avanguardia.

Anche Eva la pensava cos, d’altronde il matrimonio, la famiglia sono “favole tristi d’altri tempi”. Almeno per un certo tempo, meglio la libera convivenza, che “non costretta da vincoli di sorta se non dalla reciproca volont  e dal libero amore, può addirittura essere più forte e più duratura”. Passano gli anni, ma per Adamo anche quella vita di coppia, tanto agognata, finisce col diventare schematica, manca il calore della famiglia tradizionale, “l’odore del latte caldo appena bollito e il profumo del pane cotto a legna venduto dal forno sotto casa…” Lisa, nel suo “sano egoismo”, antepone la carriera al ruolo di moglie e madre, non intende cedere alle tappe naturali della vita, e Adamo ritrover  se stesso nella rassicurante famiglia d’origine.

Si ristabilisce temporaneamente il vecchio nido, quello dell’infanzia, accettato senza troppe domande, sintomo che il nuovo, quello scelto dell’et  adulta, non è del tutto capace di sostituirsi al primo e si sta sgretolando sotto i colpi di una quotidianit  inconsistente senza cambiamenti e senza prospettive.

Ne parliamo con l’autore.
Come nasce questo romanzo?
Il disegno iniziale intendeva dimostrare l’esistenza di una doppia comunicazione nei rapporti interpersonali, nel senso che si tende ad affermare ciò che è l’esatto contrario di quanto si pensi. Il dialogo con l’altro è falsato alla base, perch sono posti dei filtri, degli schermi che rendono inaccessibile lo sconfinamento in quella parte di noi che è un territorio privato. Se si consentisse all’altro di “leggere” la verit , mettendo a nudo le reali intenzioni e i comportamenti nascosti, si avrebbe una vita opposta a quella attuale, probabilmente senza più sotterfugi, bugie, delusioni, imprevisti, ma non per questo migliore. Di certo si genererebbe un gran caos, difficile da gestire e superare per la definizione di una nuova normalit . Essendo lontane e forse utopistiche simili condizioni di vita, la scrittura mi consente di indagare le pieghe nascoste dell’animo umano attraverso gli accadimenti dei personaggi del romanzo, che nella finzione letteraria si pongono interrogativi atavici ma sempre attuali.
Nella stesura del lavoro è scattato un processo d’identificazione con qualche personaggio?
Assolutamente no, io mi identifico con l’autore, che conosce la vicenda narrata e ogni tanto esprime il proprio punto di vista sui temi affrontati nel romanzo: la posizione dell’uomo che istintivamente vuole p            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7e:EèHlèNOossedere in modo totalizzante una compagna di vita sempre più autonoma nelle scelte e nei mezzi; la condizione della donna che nella societ  attuale si divide tra la famiglia e occupazioni sempre più impegnative che assorbono energie, sottraggono tempo agli affetti, con la conseguenza che spesso si creano conflitti, sensi di colpa, frustrazioni e delusioni nelle aspettative; il confronto con la diversit  nelle sue varie forme; i limiti del linguaggio dei tecno-sentimenti, incapace di esprimerne la complessit ; il confronto con la diversit  nelle sue varie forme.
Perch ha scelto un finale aperto?
Per consentire a ciascun lettore di riempirlo di contenuti propri, di immaginare i possibili sviluppi di Adamo, l’uomo del nuovo millennio al bivio tra le certezze e gli schemi precostituiti di un passato noto e le incognite di un futuro imprevedibile.

Nella foto, la copertina