Non è mai finita, c’è sempre una vita nuova dietro ogni l’angolo. E il dolore dell’esclusione, anche quando è volontaria e legata a un’esperienza traumatica che viene da lontano, si può superare e può insegnare a vivere meglio. Una storia di un’amicizia femminile scaturisce dalla bella penna di Mariacarla Rubinacci , che nel suo ultimo romanzo “La bambola sulla sedia” (Statale 11, pp. 138, €12, con prefazione di Marisa Vettali) continua a esplorare il pianeta donna, costruendo narrazioni dal forte impatto emotivo come “Il giorno che mi amerai” e “La fantasia di Francesca” , per citare solo alcuni dei lavori che sono stati apprezzati dalla critica. La Milano da bere e la suggestiva cornice del lago di Como fanno da sfondo alle esistenze di due amiche del cuore, insostituibili e indispensabili, che si accompagnano durante gli alti e bassi della vita, dalle incertezze dell’adolescenza, passando per le responsabilit  dell’et  adulta, fino al tempo dei bilanci. Diverse le personalit , ma al tempo stesso complementari Lidia è “una ragazza essenziale” che sogna una famiglia e di salire in cattedra, Gisella, invece, è “un vulcano di stile”, disinvolta davanti all’obiettivo dei fotografi, pronti a immortalarla, nel suo incedere da gazzella, sulle passerelle più prestigiose. Scambi, confidenze e complicit  rendono simbiotico un legame che non si sgretola, nonostante le forzate lontananze di Gisella, sempre in giro per il mondo. D’un tratto il feedback si interrompe sotto la coltre di segreto inconfessabile, che trascina Gisella dalla magia delle sfilate a una silenziosa fuga dalla realt . In quale luogo si trover  mai quella bambola che ha perso la coscienza di s, la percezione del tempo e il comune senso delle cose? Il caso, come d’incanto, fa capolino da una rivista patinata e mette in moto una ricerca che dar  , finalmente, delle risposte ai tanti perch.
Ne parliamo con l’autrice.

Rubinacci sappiate coltivare l’amore
Come è nato questo libro?

Alcuni anni fa ho incrociato lo sguardo di una giovane ragazza, lungo il corridoio di un ospedale, era sorretta dai genitori mentre passeggiava mi colp l’assenza di vita che traspariva dai suoi occhi che guardavano senza vedere. Avevo archiviato tutto, ma poi l’anno scorso sono stata quasi rapita dall’immagine di copertina di una rivista e la mente ha collegato le due emozioni. E’ nata una storia.
Ricorre spesso nel dipanarsi della storia la metafora dello specchio come simbolo del rapporto totalizzante che solo due amiche per la pelle sono capaci di instaurare in talune circostanze, però, la scelta di non rivelare i moti più intimi del cuore e i pensieri più segreti può nascere dal bisogno di non deludere e, al tempo stesso, di preservare dal dolore della vita la persona cui più si vuole bene?

Lidia e Gisella sono veramente amiche, per cui si cercano e si ritrovano proprio quando sentono il bisogno di mettere in chiaro i propri moti più intimi e i loro segreti, e Lidia soffre dell’assenza dell’amica, mentre Gisella invece si punisce, pensando cos di rispettare Lidia, sbagliando. Coltivare onestamente l’amicizia per me vuol dire condivisione.
L’uso dei frequenti flashback, nella narrazione in prima persona di Lidia, le hanno consentito di accrescere il pathos e l’intensit  emotiva che scaturiscono dagli eventi?

Probabilmente ho usato un escamotage letterario per agganciare meglio il lettore.
Gisella rappresenta per Lidia, che vive la sua quotidiana routine, l’alter ego, "il sogno mai sognato" la moda è un circo che con le sue luci e i suoi lustrini affascina milioni di teenager, ma come difendersi dalle trappole e dalle insidie che rischiano di distruggere le vite, oltre che le speranze, di tante aspiranti top model?

Come ha visto, nel libro Chantal ha la forza di non farsi travolgere dal mondo effimero al quale appartiene, anzi, porta avanti il recupero di chi ama, perch ama se stessa. Ho cercato, cos, di esprimere il concetto secondo cui è importante saper coltivare l’amore verso se stessi per non farsi bruciare le ali da illusioni. Amore e rispetto sono i valori da inculcare specialmente oggi.

In foto, la copertina del libro