“La jeunesse n’a qu’un temps” suona il titolo di un saggio di Fedele D’Amico che apre il volumetto curato dal San Carlo per la Bohème pucciniana, in scena al Massimo napoletano dal 18 maggio fino alla fine del mese. Quanto mai attuale e tristemente in linea con il messaggio che ha preceduto l’opera, con il quale il pubblico è stato a osservare un minuto di silenzio, in onore di Melissa, la ragazza di Brindisi strappata alla vita, dalla mano sporca di un vile assassino.
Il Sud, con la sua luce, il suo sole, lo splendore del paesaggio è stato oscurato dalla morte e dalla violenza belluina. E la Bohème è tutta un inno alla vita, all’amore, alla primavera. Mim è tranquilla e lieta, le piacciono le cose che parlano “d’amor, di primavera, che parlano di sogni e di chimere”, insomma quella “cosa che ha nome poesia”, Non si poteva non pensare alla ragazza uccisa quando Marcello inneggiava alla gioventù “bella et  d’inganni e d’utopie”.
Il cronista deve pur fare il suo lavoro e dire dei cantanti, del direttore, della regia…. . Sar  fatto, ma non senza dispiacere per un cast assolutamente inadeguato (almeno il 19 marzo); bravo il giovane direttore Andrea Battistoni (nella foto, in alto) che ha guidato con perizia l’orchestra, il coro del San Carlo e gli splendidi bimbi accompagnati da Stefania Rinaldi. Accattivanti le scene, belli i costumi, le prime voci da dimenticare urgentemente.

LE REPLICHE
marted 22, ore 18 – mercoled 23, ore 19 – gioved 24, ore 19 – venerd 25, ore 20.30
sabato 26, ore 20.30 – domenica 27, ore 17
marted 29, ore 19 – mercoled 30, ore 19 – gioved 31, ore 20.30

per saperne di più
www.teatrosancarlo.it