b>La nostra citt  è sempre stata, nella storia, una terra feconda, ambita da molti popoli, ma soprattutto piena di contaminazioni etniche, linguistiche, culturali, e cos via. Ne è la dimostrazione più concreta, la musica classica napoletana, nota ormai in tutto il mondo, per le sue parole, i suoi testi e per le sue magnifiche melodie. E proprio a Napoli, è presente un’importante realt  che la rappresenta l’Accademia della canzone classica napoletana.
Accademia’ e non scuola’, sottolinea il presidente Giuseppe Vitiello, evidenziando lo scopo primario della formazione a livello professionale di giovani talenti e la certificazione delle qualit  artistiche di coloro che gi  svolgono attivit  semi-professionale e professionale.
All’Accademia possono accedere cantanti professionisti sia lirici che leggeri di qualsiasi et  e nazionalit . I corsi sono divisi in corsi pratici di canto, chitarra, mandolino, corsi sulla canzone classica napoletana suddivisi in tre livelli, di cui gli ultimi due con test d’ingresso; e ci sono poi i corsi teorici di teoria e solfeggio, storia della Canzone Napoletana e Corsi di lingua napoletana.
Tutte le attivit  e i corsi sono ovviamente supportati da docenti preparati, ma soprattutto sono sotto la direzione artistica del Maestro Claudio Carluccio, grande custode per una grande tradizione. Claudio Carluccio è stato più volte citato nella biografia di Roberto Murolo, di cui è stato allievo e figlioccio; ha iniziato a cantare all’et  di dieci anni ed ha conseguito il quinto anno di chitarra classica con Giuseppe Luongo. A sedici anni ha composto le prime canzoni partecipando al concorso voci nuove di Castrocaro Terme per il quale fu scelto personalmente da Gianni Ravera.
Murolo, nel frattempo diventato suo padrino di Cresima, ne ha fatto poi il suo pupillo impartendogli lezioni di canto e dizione, per poi presentarlo nei concerti come continuatore del proprio genere. Cultore della Canzone classica napoletana e sensibile autore di romantiche canzoni della Napoli contemporanea, Carluccio ha inciso inoltre diversi dischi, proseguendo un percorso discografico iniziato nel 1990 con l’album "Comm’era bella Napule", arrangiato da Il Giardino dei Semplici e pubblicato dalla MASAR.
La parola chiave dell’attivit  dell’Accademia è custodire’; custodire la tradizione, non con fini commemorativi e nostalgici, e non preservandola anzi con l’obiettivo di tramandare questa imponente tradizione ai giovani e a tutti coloro che desiderano conoscere e approfondire un’arte universale come la canzone classica napoletana. Universale come il suo linguaggio…
Molti ignorano o sottovalutano, infatti, l’importanza e la storia che ha in s la lingua napoletana. Una lingua derivata dal latino, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanit , che ha subto nella sua storia influenze e "prestiti" dai vari popoli che l’hanno dominata greci, bizantini, arabi, normanni, e soprattutto spagnoli, francesi che tutt’oggi hanno lasciato tracce molto profonde sia nella lingua che nella cultura partenopea.
Questo idioma è stato utilizzato per la produzione di interi libretti di opere liriche, molte delle quali hanno avuto una larga diffusione anche al di fuori dei confini partenopei, grazie anche alla presenza della “Scuola Napoletana” che ebbe origine dai suoi quattro conservatori. Un rapporto costante, dunque, tra dialetto e melodia che cresce e si arricchisce fino alla met  del 900, il cosiddetto periodo d’oro della canzone napoletana.
Una tradizione che riesce a rendere in parole e musica tutta la gamma delle emozioni con grande profondit  e passionalit . La canzone classica napoletana è, dunque, una fusione di elementi universali tradotti in musica ed è “proprio grazie agli influssi e le culture di altri popoli che riesce a raggiungere l’inconscio di tutti nutrendo l’anima di chi l’ascolta”.
Una storia importante, che grazie a realt , come l’ Accademia della canzone classica napoletana, dona alla nostra citt  una luce più viva e positiva, ai nostri occhi e a quelli del mondo.

Nelle foto, i, il Maestro Carluccio con Gisella Sofio e Liliana De Curtis nell’intervista spettacolo “Malafemmena” al teatro Pucciniano di Torre del Lago (Viareggio Europa cinema 2011 e Teatro dell’Olivo di Camaiore). E l’artista con la compagnia, a Napoli, nello spettacolo "A denti stretti"(2013)

Per saperne di più
accademiacanzonenapoletana.blogspot.it

Luned 11 marzo 2013

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