Venerd 16 settembre, alle ore 17,00 nella sede della facolt  di architettura dell’universit  di Napoli, Palazzo Gravina, per il ciclo di festaggiamenti per i 20 anni di “Arte&Carte”, sar  inaugurata la mostra “La Caravella dell’Arte”. Opere di Vanni Rinaldi, Antonio Giannino, Elio Marino, Giovanni Ariano, Nello Petrucci, Evan De Vilde, Maryda Geraci, Cosimo Cantarella, Tommaso Moscarelli, Ignazio Carlo Raucci, Elisabetta Baldassarre, Giuseppe Antonello Leone.
Anticipiamo uno stralcio della presentazione in catalogo di Antonio Filippetti

“L’arte è la scienza resa chiara”
(Jean Cocteau)

“Arte&Carte” festeggia nell’anno in corso venti anni vita. Un lasso di tempo durante il quale sono avvenuti avventiventi tali che hanno cambiato il nostro modo di vivere e di pensare avvenitmenti di tutti i tipi come forse mai in precedenza nella storia dell’uomo. Ebbene in questo arco temporale la testata ha portato avanti, com’è anche testimoniato nel numero speciale realizzato per l’occasione, una sua ostinata “filosofia” incentrata sulla tutela e salvaguardia dei valori primari dell’arte e della cultura, ovvero sulla indispensabilit  di riferirsi appunto a quei valori per capire se stessi e il proprio e tempo e soprattutto per crescere in qualit  e quantit . Il tutto contro la spinta onnivora di una pseudo cultura massificata e standardizzata che affievolisce progressivamente i connotati della diversit  individuale e pegne al tempo stesso spirito critico e creativo.
In ossequio a tali principi viene organizzata anche la mostra “La caravella dell’Arte” che vuole essere nient’altro che la testimonianza della importanza della ricerca e del confronto artistico e intellettuale. Sulla caravella ideale dell’arte appunto si ritrova ora un gruppo di artisti che diversi per et , esperienza, ispirazione e tradizione rappresentano pur tuttavia la testimoninaza reale di quei princpi ai quali si è fatto riferimento. Si tratta di autori che si richiamano a quella originalit  della ricerca che ambisce a formare un solco e a lasciare una traccia al di fuori delle sirene passeggere della commercializzazione mercantile. Tutti si sono imbarcati per cos dire sulla simbolica caravella per reclamare la propria peculiarit  individuale ma forse più ancora per perpetuare quella continuit  e quellaoriginalit  che la globalizzazione tenta ostinatamente di limitare o addirittura spegnere del tutto.

Gli artisti della “Caravella dell’arte” ci raccontano, ciascuno ovviamente a modo proprio, una storia, un’esperienza, ci comunicano una sensibilit , ma tutti appaiono accomunati dall’esigenza di preservare, oggi più che mai, il valore della ricerca artistica e della creativit  espressiva. Non a caso la nave ideale che li ospita rappresenta un baluardo (ultimo?) di difesa contro la rassegnazione stagnante della speudo-arte, figlia di una societ  allo sbando che ha perduto il senso ma anche la voglia di un approdo e si affida al flusso inconsapevole della deriva. Contro questo trascinamento abissale gli artisti della caravella rappresentano la necessit  di un ancoraggio, ma più ancora forse interpretano un segnale di speranza il segnale vale a dire che l’arte continua ad esprimere la consapevolezza di una navigazione almeno certa e sicura se non proprio felice e la speranza che proprio grazie ad essa si possa giungere poi ad una vicenda riconoscibile di vita e pensiero.

In foto, Giuseppe Antonello Leone, uno degli artisti proposti dalla Caravella dell’Arte e la copertina del catalogo