Pompei all’Istituto francese di Napoli, in via Crispi 86. Ne parler  gioved 15 ottobre alle 17, nella sala Dumas, Andrea Maglio (Dipartimento di Architettura Universit  degli Studi di Napoli Federico II). La conferenza sar  introdotta da Claude Pouzadoux, direttrice del Centre Jean Brard. L’evento si inserisce nel ciclo di conferenza su “Pompei e l’Europa” curato proprio da Magio con Luigi Gallo, eventi che accompagnano l’omonima mostra al Museo archeologico di Napoli e all’anfiteatro degli scavi di Pompei (aperte fino al 2 novembre).
Il legame che gli architetti francesi stabiliscono con gli scavi di Pompei nel corso dell’Ottocento è particolarmente stretto per una serie di ragioni dalla consolidata tradizione del Prix de Rome, di cui una tappa obbligata è costituita spesso dalla cittadina vesuviana, fino all’impulso dato agli scavi e alla ben più ampia apertura ai visitatori durante il decennio murattiano. Ben noto è il lavoro di Franois Mazois, nato proprio sotto la spinta di Carolina Bonaparte, ma nei decenni seguenti si potrebbero citare molti altri nomi, da Paul-Emile Bonnet e Flix Duban fino a Eugène Viollet-le-Duc, Alfred Normand e Charles Garnier.
Ancora nel Novecento contributi di segno assai differente e quasi complementari tra loro, quali quelli di Marcel Pchin e di Le Corbusier, dimostrano la forza del mito pompeiano e la capacit  di fornire suggestioni e lezioni estremamente eterogenee. L’evento di domani punta a concentrare l’attenzione su alcuni casi esemplari, per rendere la variet  e la ricchezza del rapporto che gli architetti francesi d’epoca contemporanea hanno stabilito con la citt  dissepolta.

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Nelle foto, la via Stabbiana agli scavi di Pompeie l’architetto Charles Garnier