L’Italia ha un patrimonio (artistico, architettonico e umano) che tutto il mondo le invidia, ma chi la governa non ha nemmeno una pallida intuizione della ricchezza che potrebbe produrre. Celebre ormai la frase di un ex ministro che si è soltanto allineato a una generale miopia istituzionale “Con la cultura non si mangia”. E invece con la cultura si potrebbe e si dovrebbe davvero mangiare. Basterebbe avere l’intelligenza di una strategia ( e soprattutto la volont  e l’autonomia) per creare un indotto intorno alle incredibili potenziali culturali dello stivale europeo. Da questa convinzione parte il workshop organizzato domani, 12 luglio, alle 16 a Palazzo Partanna (in piazza dei Martiri 58) su”Cultura è Economia”. L’iniziativa è promossa da Ferpi in collaborazione con l’Unione industriali di Napoli.
La Federazione Relazioni Pubbliche Italiana si propone di avviare, partendo significativamente proprio dalla Campania, un dialogo tra istituzioni, aziende e attori culturali per rafforzare la relazione tra imprese e cultura e creare una cornice di responsabilit  collettiva.
Ci sar  anche il drammaturgo e attore Moni Ovadia al meeting moderato dal consigliere del direttivo nazionale Ferpi nonch delegata nazionale di Ferpi Cultura, Elisa Greco e introdotto dalla delegata di Ferpi Campania, Letizia Nassuato. Intervengonoil presidente del comitato strategico cultura dell’associazione imprenditoriale partenopea, Diego Guida, del presidente di Confindustria Cultura Italia, Marco Polillo, dell’amministratore delegato del Gruppo Alinari, Antonio Scuderi, del segretario generale del Ministero dei Beni Culturali, Antonia Pasqua Recchia. Previsto anche il contributo del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Comunicazione e Editoria, Paolo Peluffo. Chiude la presidente della Ferpi, Patrizia Rutigliano.

In foto, Moni Ovadia