L’associazione Aies beni culturali ha organizzato nell’ottobre 2015 il primo salone della valorizzazione culturale negli spazi dell’Hotel NH Ambassador, con lo scopo di indirizzare aziende, stakeholder, professionisti ed Enti di ricerca verso un unico obiettivo lavorativo. L’idea nasce dalla volont  dei singoli partecipanti di ottimizzare le modalit  di valorizzazione contro un “riduzionismo d’emergenza” spesso brutalmente applicato a un campo in cui le competenze vengono sacrificate alla spending review.

I molti attori propositivi che sono scesi in campo per collaborare con proposte innovative allo sviluppo economico-culturale dell’Italia, hanno esposto i propri skill
e si sono messi in gioco con l’obiettivo di ridurre l’attuale divario tra spesa pubblica e ricerca scientifica, cos da farle progredire di pari passo. Il terzo settore, i sistemi di valorizzazione e la rete della citt  metropolitana di Napoli questi gli argomenti trattati nel corso della manifestazione, seguiti da un’analisi delle strategie comunicative e del fundraising applicato ai beni culturali, fino ad arrivare nello specifico del patrimonio culturale “da valorizzare” con due esempi pratici le porcellane artistiche di Capodimonte e le “Riggiole” sorrentine.

I protagonisti di questa iniziativa unica nel suo genere hanno poi collaborato attivamente per unificare i numerosi workshop individuali in brain storming di gruppo
tre tavoli tematici dedicati a “Comunicazione e Fundraising per i beni culturali”, “Le professionalit  operanti nei Beni Culturali” e “La Valorizzazione Culturale a Napoli Citt  Metropolitana”, al fine di creare una proposta culturale valida riassumibile nella volont  di programmare un sistema innovativo per alimentare e soddisfare il bisogno di conoscenza del territorio. Alla fine della manifestazione tutti i lavori e le interazioni di gruppo sono state raccolte nei “Quaderni della Valorizzazione Culturale” e pubblicati su Accademia.edu cos da influenzare ad ampio giro tutti gli stakeholder culturali, per una partecipazione ancora più voluminosa nelle attivit  annuali, in vista del secondo salone.

Da questa esperienza nasce cos l’officina per la valorizzazione culturale, definita da Ciro Piccioli «una rete neuronale tra alcune delle migliori realt  che la nostra regione offre sul tema del patrimonio culturale».
Le connotazioni di questo gruppo sono due da un lato l’alto profilo di competenze dei singoli professionisti, che ci permettono di spaziare dall’analisi chimico-fisica per le opere di restauro, alla valorizzazione attraverso la formazione, il fundraising e la messa a punto di strategie per il rilancio turistico; dall’altro lato, la connotazione di sussidiariet  che viene dalla rete con associazioni no profit e aziende del settore dei Beni Culturali.

A detta della fundraiser Valeria Romanelli, che si è occupata di fissare i principi ispiratori di questo gruppo
«Officina valorizzazione culturale è quel negozio virtuale dove trovare le competenze giuste e tutti gli strumenti utili alla valorizzazione del patrimonio culturale».
*segreteria Aies

Nella foto, intervento del
professor Maglioccola sulle strategie di comunicazione al primo salone della valorizzazione culturale