A Nadia Baldi e Mariano Rigillo  il Premio Fondazione Mannajuolo giunto alla sua ottava edizione. Sabato 27 maggio, alle 18.30, Al Blu di Prussia (via Filangieri 42-Napoli) la cerimonia di una rassegna ideata da Giuseppe e Patrizia Mannajuolo per celebrare uomini e donne di cultura che nella loro carriera si distinguono come punte di eccellenza. Ai vincitori, un’opera dell’artista Ambra Selvaggia Caminito.
La Fondazione nasce per ricordare l’impegno della famiglia Mannajuolo che, sin dai primi decenni del ‘900, ha contribuito alla vita culturale di Napoli sostenendo iniziative legate al mondo dell’arte e dell’architettura. Nel solco tracciato prima da Giuseppe Mannajuolo e, quindi da suo figlio Guido – fondatore nel 1943 della galleria Al Blu di Prussia – la Fondazione Mannajuolo rinnova il suo impegno e la sua inclinazione al mecenatismo allargando il suo sguardo anche alla letteratura, al cinema e al teatro.

Qui sopra, Nadia Baldi, e in alto, Mariano Rigillo
Qui sopra, Nadia Baldi, e in alto, Mariano Rigillo

I premiati eccellenti: Nadia Baldi e Mariano Rigillo. La prima salernitana, regista, attrice, produttrice, si divide da sempre tra cinema e teatro.Tra i lavori firmati, i cortometraggi Il dono e Un dono inaspettato e si dedica, con Ruggero Cappuccio e Giuseppe Rocca. Nel 2016 è autrice e regista del film Veleni con Vincenzo Amato, Roberto Herlitzka, Lello Arena, Tosca D’Aquino, e aiuto regia nella Docu-Fiction per la RAI dal titolo Paolo Borsellino Essendo Stato scritto da Ruggero Cappuccio. Nel 2017 cura la regia di Ferdinando di Annibale Ruccello, in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli in prima nazionale.
Rigillo è una punta di diamante del palcoscenico italiano che  ha cominciato a calcare  con successo sin dagli anni sessanta. Ma il suo è un volto  noto anche  ai telespettatori e agli amanti del cinema. Tra le fitcion che ha interpretato, ricordiamo la serie Capri 3 e sul grande  schermo la sua presenza nel cast del film “Il postino” di Massimo Troisi. Dal 2016 dirige la scuola di recitazione del  Teatro stabile di Napoli.
Il  ventiquattrenne Alberto Terminio  si aggiudica, invece Il premio Roberto Mannajuolo assegnato a giovani studiosi. Iscritto all’ultimo anno del corso di Laurea Magistrale  in architettura all’Università Federico II. Ha maturato un forte interesse per gli studi di Storia dell’Architettura, con particolare riferimento agli orientamenti storiografici del Novecento. Grazie alla collaborazione con i professori Renato De Fusco e Alessandro Castagnaro ha cominciato a sviluppare capacità in merito all’elaborazione critica di testi specialistici, nonché conoscenze specifiche su vari temi di teoria e critica dell’architettura. Inoltre, ha effettuato lavori di revisione editoriale su testi e riviste di settore.