Ecce Mater. La soprintendenza archivistica per la Campania e l’associazione culturale Eleonora Pimentel Fonseca presentano (oggi marted 25 maggio, ore 11) a Palazzo Marigliano di Napoli, via San Biagio dei Librai 39, il seminario “Ecce Mater. La Madre Sacra tra arte e antropologia”. Sar  Domenico Sabino, dell’universit  Suor Orsola Benincasa, ad aprire il seminario con la lettura scenica della Compagnia TheaterAus, “Folie   deux – Estasi drammaturgica”. Reading di Roberta Astuti, Elisabetta Bevilacqua, Claudia Natale e Angela Saravo.

“Folies   deux”, è un termine psichiatrico in cui due individui si influenzano reciprocamente in maniera delirante su una sintomatologia a carattere persecutorio o mistico religioso. Sabino ha giocato sullo sdoppiamento dei doppi, incrociando, su una rappresentazione a quattro voci, pezzi tratti dalle sue opere drammaturgiche, da Annibale Ruccello e da Franco Autiero, e ne ha fatto una lettura non filologica, ma destrutturata. L’autore ha inteso segnare una rottura con il teatro napoletano borghese. Nella performance, attraverso uno stato di trance e di crisi della presenza, quattro figure prendono forma dando origine a disorientamento, atemporalit  e commistioni linguistiche che elaborano un nuovo metodo di scrittura e di verbo teatrale.

Sabino parler , inoltre, della scoperta di due importanti culti mariani presenti l’uno nell’area campana: la Madonna delle Galline a Pagani, e l’altro in Toscana: la Madonna dell’Impruneta. Tali ritrovamenti sono legati al sottosuolo e richiamano la religione pagana e le divinit  ctonie come Persefone.

Abbiamo posto alcune domande a Gianfranca Ranisio, docente di antropologia culturale della Federico II, che interverr  al seminario sul tema “Il latte di Maria culti e pratiche simboliche”:

Il culto della Madonna, un tempo si poneva in antitesi a un modello di religione che imponeva una divinit  maschile. Quali trasformazioni ha subito nei secoli?
“Il culto della Madre, in tutti i tempi, si contrappone alle culture più patriarcali. In contrasto con questa visione più maschilista e giudaica, si è diffuso il culto della Madonna come Madre del Cristo e di tutta l’umanit . Questa Madre, nell’iconografia popolare è la Madonna delle Grazie, dispensatrice di doni e di abbondanza. La Vergine Maria, raffigurata in un ruolo materno, assume nelle arti figurative dal Trecento al Rinascimento, un ruolo centrale. E, ancor più rilevante, è il valore simbolico della Madonna che allatta, un gesto che accomuna tutti gli esseri umani, ed ha il significato di trasmettere amore, nutrimento, vita. Nel corso dei secoli, l’immagine mariana, viene rappresentata in maniera diversa: più umanizzata, prima della Controriforma, ad esempio, con il bimbo sulle ginocchia o, addirittura, madre e figlio seduti per terra. Dal Seicento, si vuol far prevalere l’immagine regale di Maria Vergine seduta sul trono come una regina che avvolge il suo bambino fra le sue sontuose vesti. Maria racchiude in s un simbolismo che potrebbe essere considerato anche la continuit  di un culto risalente alle antiche divinit  e ad un mondo arcaico. In definitiva vi è una continuit  di elementi che, dalle tradizioni più antiche, sono arrivati ai giorni nostri e si conservano nella religiosit  popolare. Maria apre un nuovo orizzonte che è quello del cristianesimo, in cui questi elementi rimangono all’interno di un contesto profondamente diverso”.

vero che al sud la devozione verso la Madonna è più sentita che in altre parti d’Italia?
“Nel sud, i riti in onore della Madonna sono caratterizzati da una maggiore “spettacolarit “. Invece, dagli studi che sono stati fatti anche in altre regioni italiane, si evince come ci sia un insieme di elementi comuni a tutto il territorio, molto ricorrenti. Vittorio Dini ha svolto la ricerca nella provincia di Arezzo. Esiste nella zona una serie di rituali precristiani e una sacralit  come le offerte di ex voto anatomici. Il culto mariano è collegato anche alla ricerca da parte dei fedeli, di protezione per i bambini e per le madri. Una devozione verso tutti quei segni che prefigurano l’idea dell’abbondanza come appunto il latte. Possiamo citare fra questi anche la devozione per le reliquie del latte della Madonna. C’è dunque una commistione di elementi presenti in tutt’Italia e non solo”.

Nella foto, un’immagine della Madonna dell’Arco