"Ma un Dio può avere un Dio? E il suo Dio chi poteva essere?” L'”Onnipotente” in questione è Adolf Hitler, carnefice di ebrei, omosessuali, zingari. Di tutte le persone che definiva “inutili”. Esseri umani deportati nei campi di sterminio, uccisi nei forni crematori, se non morivano di fame o di freddo. Marchiati con numeri tatuati sul braccio , schedati con triangoli colorati rosa per gli omosessuali, neri, verdi, con la punta all’insù, oppure all’ingiù, dipendeva da razza e colore. Predestinati alla morte.
Gli ebrei, i più odiati, in pigiama a strisce, con il simbolo della stella di Davide. Ecco la Shoah, un vento talmente forte che spazzò via milioni di anime. Bambini, vecchi, donne, uomini.
Con la compagnia “Artisti all’asta” di Peppe Acciarino e Elena de Pasquale, dal 2009 porto nelle scuole lo spettacolo tratto dal mio libro “Una radura verde smeraldo” Peppe e a Elena lo hanno scelto perch di Olocausto si parla poco o con superficialit . Spesso i ragazzi vengono distratti dal quotidiano; meglio spingerli a teatro per metterli di fronte a una tematica cos forte, coinvolgendoli direttamente.
“Ho trovato molto intrigante e interessante la ricerca storica dettagliata, nei minimi particolari, che mette in risalto le mille sfaccettature di Hitler. Il testo sensibilizza i giovani che devono essere informati”, dice Stefano Ariota, regista e attore della pièce”.
E’ stata una esperienza molto interessante vedere i ragazzi arrivare a teatro contenti di passare qualche ora fuori dalla scuola, per poi ritrovarsi nel delirio del passato. Il loro parlottare (io sono sempre presente dietro le quinte) svanisce gradualmente. I giovani entrano nella storia, penetrano nel mondo oscuro di Hitler e ne sono orgoglioso un genocidio non può essere cancellato. Ringrazio i bravi attori e gli insegnanti che insieme hanno deciso di portare centinaia di studenti davanti a un palcoscenico.
Nella messinscena, Zara è una zingara che, durante una incursione dei tedeschi, prende il posto del fratello e viene deportata in un Lager sotto mentite spoglie. Eccola, in un breve stralcio del testo
“Io, Zara figlia del dio sole, veggente, zingara predico. La bestia, il diavolo che ha creato la seconda guerra mondiale con spargimenti di sangue di vittime innocenti, di anime innocenti come i bambini perir  con veleno e fuoco, sar  tradito e abbandonato da chi amava il suo dire. Le armi, i cannoni, le bombe, tutti saranno muti e senza luce, i paesi martoriati si desteranno ma non daranno sempre giustizia, le autorit  metteranno spesso in sordina le ricerche dei criminali che hanno amato Belzebù, ancora saranno archiviati i processi di chi in suo nome ha trucidato e massacrato. Ma molte penne descriveranno l’essere abietto e lo faranno, per non dimenticare mai, e lo faranno in nome di Dio”.
Voce biblica, Shoah. Significa catastrofe, disastro. Cos venne ufficialmente indicato il massacro nazista. Questo vocabolo fu usato per la prima volta nel 1938 nella Palestina sottoposta al mandato britannico, durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli”.
Per raccontare la figura di Hitler, il suo antisemitismo e l’odio maniacale che trascinò la popolazione germanica nel suo delirante delirio autodistruttivo, facendo perdere ai tedeschi una parte della propria identit . Per raccontare la sua folle utopia di governare il mondo, riporto un brano del suo “ragionamento”. Parole dure come l’acciaio, nere come la pece, fredde e glaciali come i ghiacci dell’Antartide, estrapolate da “Hitler una biografia” di Joachim Fest”Un lungo periodo di pace non ci tornerebbe opportuno…. Non sono le macchine a combattere tra loro, bens gli uomini a scontrarsi. In Germania è qualitativamente migliore. Decisivi i fattori morali. Eliminazione della Polonia in primo piano. Obiettivo distruzione delle forze combattenti, non raggiungimento di una determinata linea…Io fornirò il pretesto propagandistico per lo scatenamento della guerra indifferente se credibile o no. Al vincitore non si chiede mai, dopo, se ha detto o meno la verit . Nello scatenamento e nella condotta della guerra, quello che conta non è mai il diritto, bens la vittoria. Chiudere il cuore alla compassione. Procedimenti brutali. Ottanta milioni di tedeschi devono vedere soddisfatti i loro diritti. La loro esistenza deve essere assicurata. Il diritto è del più forte. Massima durezza”.
Un altro mio pensiero va alle persone che amavano il Fuehrer. Mi domando come potessero adorarlo e idolatrarlo fino al loro sacrificio estremo. In molti regalarono la loro vita e quelle delle proprie famiglie all’uomo che consideravano il loro Dio. Ma il suo Dio chi era?”.

*Autore, scrittore, imprenditore

In alto, un momento dello spettacolo. In basso, Pasquale Ferro a colloquio con uno studente