Da Venezia a Napoli. Artista con esperienze espositive internazionali, classe 1974, Francesco Candeloro,  dal 15 ottobre 2017 all’ 8 gennaio 2018, propone al Museo archeologico nazionale (Mann) diretto da Paolo Giulierini le sue Proiezioni (Oltre il tempo) nella personale curata da Valentina Rippa. Opening sabato 14, alle 11.
Un’iniziativa che  ha ricevuto il patrocinio della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, definito matronato, perché l’attività della Fondazione  si svolge partendo dal Museo Madre di via Settembrini 79. La  mostra si può visitare con il biglietto d’ingresso al museo, dalle 9 alle 19.30. Martedì chiusa al pubblico, come il resto dell’antico palazzo.
Un percorso nel tempo, e oltre  dove lo spettatore  è parte delle opere stesse disseminate  nei monumentali spazi al piano terra dell’edificio, nell’atrio e nelle sale della collezione Farnese, in un dialogo ideale tra  passato e contemporaneo.
 Protagonista è la luce che dilata i confini dei suoi lavori,  con forme e effetti imprevedibili. Riflessi luminosi e colorati fluttuano nello spazio inventando nuove realtà, restituendo agli ambienti sfumature altre, scandite dal ritmo del tempo e delle stagioni. Metamorfosi colorate che consentono all’autore di esaltare la dialettica tra concreto e astratto, interno e esterno, materialità e immaterialità.
Realizzati in spesse lastre di plexiglass, le opere racchiudono immagini monocrome, stampate a aerografo industriale su cui stagliano particolari di gente comune e personaggi illustri. Volti umani ravvicinati si avvicendano a fotogrammi di città, angoli di strada e caos metropolitano.
E’  la città in cui l’osservatore respira, riconoscendone i luoghi, tuffandosi tra vie e palazzi, tra ieri e oggi,  tra la folla e i corpi luminescenti.  Nasce, così, un mondo di visioni e memorie sospese tra realtà e immaginario.
Il catalogo è  edito da Marsilio e presenta anche un testo critico di Tommaso Trini per un’esposizione inserita nel circuito Amaci – giornata del contemporaneo.
In foto, Francesco Candeloro, “Luoghi del tempo”, Milano 2011
 

 

 

 

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