Il nostro universo è musicale e l’anima è diapason. Il tutto è simergia di parti, di particelle generatrici, autogeneretraici e cogeneratrici che puntano all’infinito vibrando, cantando. Siamo creatori di dei, creatori del caso (alzar). E’ la frase dipinta nell’opera che riceve il visitatore, oggi 2 marzo ore 18, della mostra di Ana Gloria Salvia alla Dafna Home Gallery di Danilo Ambrosino e Anna Fresa in Santa Teresa degli Scalzi n.76 (Napoli).
Racchiude in sé l’interessante tematica universale del dualismo della parte e del tutto che è presente in ogni opera fotografica progettata esposta. Il titolo dell’operazione culturale in mostra è Signos Sinérgicos.
Nelle opere fotografiche si evidenziano chiari raffinati intrecci tra fotografia, architettura, pittura, scrittura poetica. E’ l’invito alla conoscenza della realtà in cui viviamo e operiamo. Realtà frammentata tra varie etnie, religioni, culture, costumi, scelte di vita, che, comunque, formano l’universo umano in cui ognuno di noi è una minuscola parte.
Ana nasce e studia arte a Cuba. Si trasferisce a Vienna, si laurea in Filologia Romanza alla Sorbona, vive e opera tra Parigi e il Cilento. L’amore per Napoli si incrementa per la passione vissuta per anni per il teatro. La nostra città è fonte di ispirazione. E’ donna che si mostra sempre diversa agli scatti fotografici, vivace ed ospitale convive tra tante culture, evita ogni tipo di tabù, ammalia per le sue improvvise prospettive urbanistiche e imprevedibili tessuti architettonici di epoche antiche, seduce chi fa arte, opera per la pace fratellanza democrazia. Nella creatività di Ana salta alla mente la variegata cultura napoletana.

Ana Gloria Salvia | ilmondodisuk.com
Sopra, l’opera dedicata all’anima. In alto, l’opera alzar.

La composizione delle sue opere è simile a spartiti musicali. Sono presenti ipotetici dorsi di carte da gioco o di tarocchi che per il napoletano parlano di futuro sempre ritenuto incerto pieno di imprevisti. Ma nel suo fare arte più di tutto è presente la donna: il culto per la mitica Partenope.
La Sirena, scelta come protettrice dalle dieci tribù o fratrie presenti alla fondazione di Neapolis,  è segno di democrazia e di pacifica convivenza. Non viene scelta una divinità delle città di origine ma una creatura del mare che li ha condotti salvi verso un diverso futuro. La donna, dotata di fantasia estrosa, è la creatrice e educatrice di future generazioni. Partenope, metà pesce e metà donna, porta ad accettare il diverso, l’omosessuale, femminiello, lesbica, ateo.
Altra opera che emerge è l’ Anima: gigantesca donna in blu frammentata per accogliere a sè. La struttura ricorda la classicità del Rinascimento italiano: il polittico della Misericordia di Piero della Francesca. Anche Le sette opere di Misericordia di Caravaggio. Napoli è città che ha un ritratto della sua indole, della sua umanità, della sua teatralità.
Il Merisi pone in primo piano la bella giovane popolana e la gioia del vecchio che si nutre godendo del seno nudo. La Vergine che domina la composizione sta a indicare rispetto e ruolo dominante della donna. Ana Gloria, artista messaggero di fratellanza nel solco della cultura, ha scelto di vivere, creare, fantasticare tra Parigi e Napoli, due città sorelle gemelle nate per la Libertà come hanno dimostrato nel XVIII secolo e nella lotta contro nazismo e fascismo. Lei con le sue ultime creazioni con lettere cubitali colorate, segni, immagini, rende visibile la sua gioia di vivere tra noi a contatto con l’universalità della antica cultura partenopea sedimentata in 27 secoli.
La mostra è visibile dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 19 fino al 3 aprile.
Per saperne di più
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