La galleria AICA | Andrea Ingenito Contemporary Art (via Cappella Vecchia, 8/b Napoli) ospita “A Pop-ular story of art – Andy Warhol, Keith Haring, Roy Lichtenstein e foto di Bruno del Monaco”, una collaterale della mostra Vetrine’ di Andy Warhol in corso al Pan (Palazzo delle Arti di Napoli), che a poco più di un mese dall’apertura al pubblico è gi  stata definita la mostra – evento dell’anno e alla realizzazione della quale la galleria ha contribuito in maniera determinante, con il coordinamento e il reperimento di opere provenienti dalla Fondazione Amelio e da illustri collezionisti.
Curata da Andrea Ingenito e accompagnata da un testo del critico d’arte Massimo Sgroi, l’esposizione racconta quella sorprendente vitalit  culturale che invase Napoli tra gli anni ’70 e ’80. Napoli in quegli anni, era una citt  che viveva una stagione bellissima fatta ancora di senso delle cose, di relazioni straordinarie, di grande Arte. Era il tempo di Lucio Amelio, Joseph Beuys, Andy Warhol, Keith Haring, Robert Rauschenberg, Mario Merz, Jannis Kounellis, Cy Twombly, ma anche di Achille Bonito Oliva, Lia Rumma,Carlo Alfano, degli artisti della transavanguardia, di Michelangelo Pistoletto e di Nino Longobardi.
Grazie, infatti all’intensa attivit  del celebre gallerista Lucio Amelio, tutti questi artisti, giunti nel capoluogo partenopeo, in quel miscuglio incredibile di ricchezze artistiche e tradizioni popolari, trovarono innumerevoli fonti di ispirazione per i loro lavori. Nonostante gli anni difficili, Napoli, che da sempre trova la sua forza proprio nelle sue contraddizioni, vive quella che da molti è stata definita una vera e propria rinascita la citt  infatti si anima e pullula di intellettuali, critici, storici dell’arte, diventa un luogo in cui si incontrano e scontrano linguaggi e sapori diversi, e diventa Pop’.
Bruno Del Monaco è testimone nonch indagatore dell’epoca. Ad arricchire la mostra, poi, circa trenta capolavori dei più rappresentativi artisti della Popular Art come i colorati Flowers, le serigrafie di Marilyn, e le Golden shoes di Andy Warhol, gli omini danzanti di Keith Haring, o ancora le fumettistiche scene di Roy Lichtenstein; opere ormai diventate parte integrante del nostro bagaglio figurativo, vere e proprie icone dei nostri giorni.
«Oggi però tutto questo non è più possibile nelle stesse forme come afferma il critico d’are Massimo Sgroi – poich le idee viaggiano sulle linee impazzite del web, e l’arte è sempre meno incontro personale. In questo contesto, le fotografie di Bruno Del Monaco appaiono come brandelli di memoria che riemergono da un periodo cos vicino, eppure cos lontano, perch ricordare serve ad avere un punto di riferimento per progettare una nuova Napoli».

La mostra rester  aperta al pubblico fino al 19 luglio

Per saperne di più
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In foto, l’invito dove è riprodotto uno scatto di Bruno del Monaco con Achille Bonito Oliva alla Modern Art Agency di Lucio Amelio e l’inaugurazione della mostra in via Cappella Vecchia