La formula dell’evento è il numero undici. Tanti sono i ritratti (ri)proposti dall’artista Luigi Filadoro, fondatore dell’associazione culturale étant donnés, impegnata nella comunicazione della creatività con laboratori didattici, e altrettanti i distici Bruno Di Pietro, avvocato con la stoffa di editore, nonché d’autore di versi. Una mostra undici anni dopo la  nascita di queste opere. Per l’evento che sarà ospitato dalla galleria Quattro Pareti in via Fiorelli 12d (Napoli) venerdì 29 settembre, dalle 18.30.
Un’occasione anche per presentare il sesto numero della rivista semestrale di poesia Levania (diretta da Eugenio Lucrezi e intitolata così in omaggio a Sergio Solmi e alla sua raccolta ispirata a un librino del Seicento, il Somnium, seu Opus de astronomia lunari), attraverso letture di redattori, collaboratori e dello stesso direttore: Carmine De Falco, Marco De Gemmis, Bruno Di Pietro, Emmanuel Di Tommaso, Eugenio Lucrezi, Paola Nasti, Marisa Papa Ruggiero, Antonio Perrone, Enzo Rega, Enza Silvestrini. L’esposizione  sarà visitabile su appuntamento (tel. 3342391692 ) fino al 12 ottobre, quando verrà anche presentata la lista Noi Avvocati per le elezioni forensi del Consiglio dell’ordine di Napoli del 23 – 28 ottobre 2017.
Impegnativo il viaggio molto mitteleuropeo di Filadoro attraverso protagonisti che hanno lasciato un’impronta indelebile nei cuori, nel pensiero, nella storia del mondo. Una scelta tecnicamente d’impatto, dal risultato raffinato e elegante, quella della matita bianca sullo sfondo rosso pompeiano, che tratteggia l’attitudine di ciascuno, mettendone a fuoco lo sguardo. Così i volti diventano icone dell’immaginario.
La poesia, negli occhi inquieti di Baudelaire e in quelli di Rilke rivolti verso la propria anima, sintesi del “mestiere di poeta” che riesce ad assumere in sé  tutto il peso della realtà, anelando a un linguaggio sempre più rarefatto, metafora dell’indicibile. Oppure ancora  la severità degli occhiali che filtrano l’inconscio di Freud, papà della psicanalisi e lo splendido isolamento nella memoria disegnato sul viso di Proust romanziere, in cerca del tempo perduto e  della memoria. Saltellando tra l’apparente impassibilità di Magritte, maestro del dubbio nell’arte e il simbolismo poetico di Marina Cvetaeva, riflesso nella sua profonda tristezza. Su tutti veglia, aprendo la mostra, l’intensità  di Lou   Andreas Salomé, affascinante intellettuale russa, in bilico tra Nietzsche e Paul Rée.
Complementare e centrale allo stesso tempo,  lo stile epigramma firmato Bruno Di Pietro: una simbiosi perfetta che s’incarna poi in una installazione separata, dove, dallo scenario rosso, affiorano le sue parole scritte. Che abbracciano così anche concretamente la pittura.

UNDICI 
Filadoro/Di Pietro
Galleria Quattro Pareti, Napoli via Fiorelli 12d
Inaugurazione giovedì 29 settembre ore 18,30
Nella foto, da sinistra i ritratti firmati Filadoro di Freud, Proust, Cvetaeva e Magritte