Nata e vissuta all’ombra della creatività. Elisabetta, in arte Ena, sin da piccola si è saputa ben destreggiare tra pennelli e colori. Respirando la pittura che si sprigionava nella sua casa, dalle geniali tele di papà. Maestro del Novecento, allievo di Michele Cammarano, Gennaro Villani (1885-1948) fece partecipare lei, bambina di 7 anni, a una mostra per giovani e giovanissimi, organizzata dall’antica galleria Forti di Napoli, in via dei Mille.
In famiglia (anche la madre Elisa era pittrice) l’hanno sempre dissuasa  dal frequentare l’Accademia, spingendola piuttosto a perseguire il  proprio stile, esprimendo personalità  e idee proprie. Una strada che Ena ha percorso con tenacia, quella della libertà, cercando di  diffondere il più possibile, contemporaneamente,  il messaggio artistico del padre, improntato su innovazione e brillantezza cromatica. Pure da Facebook, affinché tutti, persino chi non è frequentatore di musei e esposizioni,  possano ammirarne la bellezza. E pazientemente ne ha effettuato la catalogazione di tutta la produzione e lanciato una monografia nel centenario della nascita (1985).
Tra numerose location, oltre che  alla Galleria di Arte moderna di Roma, al Museo di Capodimonte e a quello del Novecento allestito negli spazi di Castel Sant’Elmo, dove è visibile il suo Moulin rouge del periodo parigino (1912-14), l’originale attività pittorica di Villani sarà testimoniata da 21 opere  esposte nella mostra Un napoletano a Parigi allestita all’istituto francese di Napoli (in via Crispi 86) da venerdì 6 ottobre (fino al 18,vernissage alle 18.30). E a curarla è propria la figlia che le affiancherà a propri dipinti ispirati da quella lezione indelebile maturata nell’ambiente familiare e ampliata da esperienze successive, in un instancabile impegno artistico.


Spiega la storica dell’arte Mariantonietta Picone Petrusa: «L’esperienza parigina con la conoscenza diretta della pittura degli impressionisti e dei postimpressionisti fino ai Fauves, contribuì in modo sostanziale alla liberazione del colore sia per quanto riguarda la stesura libera delle pennellate, sia per quanto riguarda la scelta delle gamme cromatiche che nella sua produzione andranno dalle tinte tenui e dai raffinati passaggi chiaroscurali di opere come Costiera dall’alto (presente in questa mostra) ad accostamenti più audaci e colori intrisi di luminosità.»
L’evento ben si inserisce nella costante mission del direttore dell’istituto francese di Napoli, nonché console generale di Francia, Jean-Paul Seytre, di consolidare il ponte culturale  tra la città di Partenope e la Francia. «Villani senz’alcun dubbio è non solo uno dei più grandi artisti italiani della prima metà del XX° secolo ma anche una maggior figura della pittura napoletana moderna. Erede della tanto prestigiosa e prolifica Scuola napoletana, ha frequentato i più noti artisti della sua generazione e ha riportato molto presto successi e onori, non solo a Napoli e in Italia ma anche all’estero. La sua vita e la sua opera sono state fortemente segnate dalla sua permanenza a Parigi. Vi frequentò i più famosi artisti francesi e internazionali dell’epoca e ottenne in Francia, come anche nel suo paese di origine, un ampio riconoscimento alla luce delle numerose mostre alle quali ha partecipato».
Eh sì, perché  contrariamente alla tendenza generale dei luoghi di ignorare la grandezza dei propri figli (ben sintetizzata nella locuzione latina nemo propheta in patria) , il talento di Villani fu riconosciuto da vivo, nella sua capacità di gestire, tra l’altro, con originalità, tecniche differenti tra loro. Presente in tutte le Biennali di Venezia del suo tempo, ai Salon di Parigi, alle Quadriennali di Roma e Torino e in importanti manifestazioni internazionali in Europa e Sud America.  Amico di firme della sua epoca quali Roberto Bracco, Salvatore Di Giacomo, Francesco Cangiullo.
L’ evento promosso a Palazzo Grenoble, che mette in vetrina interessanti documenti e oggetti personali di Villani risalenti al periodo parigino, sarà occasione per apprezzarne la capacità di alternare atmosfere partenopee ad ambientazioni d’oltralpe. E, così, appassionatamente insieme, vedremo  Le quattro giornate di Napoli, Zì Cuncetta, Boulevard con neve, Gigolos sulla Senna e altri capolavori, affiancati da alcuni quadri di Ena, come un sorprendente Bois de Boulogne. Nati da passione e amore. Quell’amore coltivato dai genitori, che l’ha sempre guidata tra gli aspri sentieri del quotidiano.

Villani| ilmondodisuk.com
Bois de Boulogne di Ena Villani; nella foto in alto, ritratto del padre Gennaro

Orari della mostra
Institut français Napoli
lun – ven: ore 8- 20
Ingresso libero su presentazione di un documento d’identità
Il catalogo della mostra “Un Napoletano a Parigi” sarà disponibile in formato digitale

Per saperne di più:

https://www.institutfrancais.it/napoli/gennaro-villani-un-napoletano-parigi

 

 

 

 

 

 

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