Lo Spazio Zero11 del Liceo Artistico de Chirico di Torre Annunziata ( in via Veneto, 514) sta ritagliandosi nel tempo lo spazio necessario ad emergere, attraverso eventi di un evidente spessore.il caso della mostra intitolata “Togliere il nome alle cose” dell’artista eclettico Franco Cipriano, che sar  presentata venerd 23 ottobre proprio in quegli spazi, e che sar  possibile visitare fino al 7 novembre 2015.
A cura di Felicio Izzo, la personale sar  accompagnata anche dalla presentazione del volume composto dal lavoro narrativo di 35 autori diversi, a lui dedicato, e intitolato “Franco Cipriano HISTORIA tracce opere commenti”, con l’intervento di Gennaro Carillo, Stefano Taccone e lo stesso organizzatore Izzo. La mostra e la presentazione del volume sono a cura di “Artlante, studi e iniziative per l’arte contemporanea”.

La mostra si avvale di una serie di opere monografiche composte sotto il comune denominatore della memoria che non necessita di nome, n di tempo. Col titolo “Togliere il nome alle cose” si pone come evento espositivo e di performante riflessione sul senso dell’immagine come soglia tra il pensabile e l’impensabile; tra ombre, segni, materie, tracce, segnali, forme, in istallazioni di interazioni tra pittura e spazio, Cipriano compone non un percorso di passaggi tematici e di linguaggio, ma uno luogo “liturgico” del farsi visibile del pensiero, sul confine tragico dove il linguaggio è sempre sul punto dell’addio. La sua ricerca è destinata all’inattualit  del “controtempo”, a fronte della contemporaneit  concordante del dispositivo “spettacolare” e “decorativo” dell’arte.

L’opera narrativa, invece, firmata da 35 autori tra cui Tommaso Auriemma, Massimo Cacciari e Marco de Gemmis, consta di una sostanziale raccolta di testimonianze ad esplicare al meglio l’opera artistica di Cipriano, mediante l’espediente della memoria che non esiste.
Il comporsi del libro non ha sezioni tematiche n cronologici ordini tra inizi e fine, è, piuttosto, installazione verbo-visiva, andamento di azione meditante “esposta” nel laboratorio delle metamorfosi del tempo, presentandosi come un’interrogazione trasversale si fa esperienza della soglia mobile e imprendibile tra parola, immagine, tempo, gesto, segno.

Franco Cipriano, classe 1952, è un artista decisamente eclettico ha dimostrato interesse per l’arte nella più vasta delle definizioni sin da quando era bambino. Dal 1980, nei percorsi tra mostre, eventi performativi, interventi di poetica, teoria e critica, la sua pratica artistica diventa riflessione sull’opera come corpo dell’assenza, sulla soglia estrema della memoria “immemoriale”. Progetta, cura e organizza accadimenti, facendo interagire linguaggi, temi e questioni della contemporaneit , e facendosi pioniere anche e soprattutto dell’arte come linguaggio e posizione politica.

Fino al 7 novembre 2015

Per saperne di più
www.liceodechirico.it

In foto, alcune opere in esposizione