Napoletano e francese d’origine, nato negli Stati Uniti,  vive e lavora a Roma. E’ questo il percorso di Roberto Caracciolo che  espone da oggi, 25  febbraio (fino al 31 marzo), a Intragallery, in via Cavallerizza a Chiaia 57, la mostra Cercando fiori mai visti [Saigyō, secolo 12esimo] a cura di Pia Candinas. Il suo nutrimento d’artista lo attinge  dal  lontano Oriente, forse nella lontana Dinastia Tang (618-907) oppure nel poeta giapponese Saigyō  del dodicesimo secolo, autore del titolo scelto per questa mostra. E, infatti, nelle suo opere dimore l’arte della semplicità, della contemplazione della natura, del desiderio di purezza e dell’alternanza tra parola e silenzio, sono presenti in tutto il lavoro e nell’universo mentale di Caracciolo.
Lo spettatore non deve  guardare dietro l’opera. Tutto è visible. Il processo creativo è spoglio, semplice e preciso. Non ci sono segreti nell’esecuzione dell’opera.  L’osservatore diventa testimone del modo preciso in cui la pittura a olio si posa sulla tela e in cui l’acquarello macchia ed entra dentro la tessitura della carta. La nostra attenzione è catturata e trattenuta da delicate striature e da infinite e calibrate gradazioni di tonalità. Gocce di colore si rivelano tracce di quell’istante passeggero, in cui l’artista mette a fuoco il suo pensiero nel mondo fisico.
E il colore, bianco, nero, rosso, verde, blu si spande come vibrazione invitando alla contemplazione, protesi verso la natura, ripercorrendo il processo interiore dell’autore.
Spiega Caracciolo: «La poesia da sempre parte mi aiuta e guida nel lavoro. Mi piace leggere poesie e trarne energia, che mi dia una scintilla da cui far partire un’idea, che sia l’origine di un’immagine». In particolare i versi di Paul Celan, enigmatici e dolenti, tra tonalità, tocco, proporzioni raffinate.
Caracciolo, che ha una formazione internazionale,dal 2007 è professore di disegno e pittura alla Temple University Rome Campus, dove collabora anche al programma del Master in Fine Arts. Attualmente insegna anche alla School of Visual Arts a Roma e alla John Cabot University.
In foto, una delle opere in mostra
Per saperne di più
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