«In questo sogno sono in un letto di ospedale ed è come una scena di un film che hai visto un milione di volte. Il medico si sporge verso il letto tenendo in mano un fagottino rosa. “E’ nata una bimba, mi dice, non è bellissima? Guarda!” E me la mostra e dentro la coperta vedo il piccolo muso peloso del mio cane. Un piccolo rat terrier che si chiama Lolabelle». E’ il cucciolo dallo sguardo struggente che ci guarda da una delle pareti di “Made in Cloister”, operazione partita dal chiostro ritrovato, raro esempio di archeologia industriale e Rinascimento, rinato grazie a un progetto di recupero urbano voluto da Rosa Alba Impronta, Antonio G. Mariniello e Davide De Blasio. Lo ha dipinto Laurie Anderson in un brillante contrasto di bianco e nero. Statunitense, artista multimediale, moglie del musicista e cantautore Lou Reed, ha fatto da apripista a un progetto espositivo che nasce dalla volont  imprenditoriale di restituire il futuro della memoria alla citt . Accanto alla Chiesa di Santa Caterina a Formiello, gemma del centro storico, poco distante dall’antico tribunale di Castel Capuano, nel vecchio Lanificio, l’area di Porta Capuana destinata alla produzione di lana con cui venivano confezionate le divise dei soldati del regno delle Due Sicilie e successivamente saponificio, poi autorimessa e ancora, falegnameria, fino al silenzio del degrado.

La mostra di Laurie (che ne è anche curatrice), “The Withness of the Body”, promossa da Fondazione Tramontano arte fino al 30 settembre, si è inaugurata nel chiarore di un pomeriggio di caldissima primavera
nella Napoli che combatte indifferenza, incuria e malaffare, determinata a mostrare quanto sia dotata di bellezza e lungimiranza. E’ l’inizio di una strada aperta al talento e alla creativit , a artisti e designer internazionali, agli artigiani locali e ai giovani del quartiere, con l’istituzione di una scuola di formazione per gli antichi mestieri.

L’esposizione illumina lo sguardo e lo guida, nella fuga degli ambienti, alla scoperta di grandi opere dove il corpo esplode in un vortice di pennellate.
«Dipingere- sottolinea Laurie- è come improvvisare nella musica. Compiere questi grandi gesti sulla tela mi fa sentire come se suonassi il violino». E a noi spettatori, come se seguissimo note di sentimenti che irrompono nello spazio. Una confortante sensazione di bellezza che accompagna la visione di oltre trenta lavori, alcuni creati proprio per questa sede dove le emozioni si moltiplicano.
«Un momento cos puro e perfetto» che ha dato il l  anche al ristorante Formiello, situato nell’antico refettorio, con un primo servizio di bar e light lunch dalle 9 alle 19, preludio per una più ampia attivit  di ristorazione che debutter  in autunno. Mentre gli allievi di restauro dell’Accademia di Belle arti sono impegnati nel recupero degli affreschi che decorano le lunette dei portici. Un nuovo esempio di come la citt  si mobilita senza finanziamenti pubblici e lotta per disegnare un avvenire alle nuove generazioni, dopo aver prodotto anticorpi indelebili contro la cattiva politica che parla sempre la lingua di interessi personali, travestiti da burocrazia.

Per saperne di più
info@madeincloster.it
www.tramontanoarte.org

Nelle foto, momenti dell’inagurazione per la mostra di Laurie Anderson ospitata da "Made in closter"