Di Napoli si parla sempre troppo e in modo impreciso. Nel bene e nel male. Basterebbe tuffarsi nella realt  napoletana per scoprirne le contraddizioni, ma anche le meraviglie. Una di queste è la capacit  di rigenerarsi attraverso la cultura e di non arrendersi all’omologazione culturale in corso sul pianeta terra. Napoli è una di quelle realt  al mondo che ha anticorpi necessari a difendersi contro l’appiattimento del pensiero e l’appiattimento delle mode. Un esempio è il laboratorio di Luciano Ferrara in via Tribunali 138, casa/studio dove uno dei più significativi fotoreporter italiani (con un lungo e interessante percorso tra Napoli e il mondo) crea eventi e workshop, dando spazio ai giovani e agli emergenti. Nuova testimonianza di questo fermento nel suo appartamento è l’esposizione che si inaugura venerd alle 18 (in collaborazione con l’Istituto italiano degli studi filosofici, fino al 19 aprile) in questi spazi dove ovunque respira la fotografia. Si tratta di “Erased”(Cancellato), ovveroil Medioriente, i suoi confitti e le promesse (infrante) di libert  viste da un giovane fotografo napoletano, Eduardo Castaldo.
Laureato in lingue e letterature straniero all’universit  L’Orientale di Napoli, l’autore trentottenne ripropone, in un luogo informale dove gli spettatoti possono muoversi e interpretarli liberamente, scatti ampiamente usati dai mezzi di informazione che hanno vinto premi internazionali e che sono stati esposti ovunque, intrisi di simbolismo, simulacri del reale. Facendo loro recuperare una dimensione magica e allo stesso tempo di documento. Ritroviamo cos l’Egitto, la rivoluzione del 2011 e quelle scintille di speranze poi demolite dal golpe militare.
Spiega Ferrara «Sono lontani i tempi in cui i fotografi impegnavano una delle proprie Leica al monte di piet  per permettersi un viaggio, per raccontare con le proprie immagini di puro neorealismo il nuovo mondo. Oggi riflettiamo su quanto l’informazione fotografica sia importante in una realt  mistificata e degradata, rilevando la responsabilit  di costruire contributi di pensiero politico indipendente». E comunicando la bellezza delle emozioni.

Nelle immagini, l’Egitto visto da Castaldo e la locandina dell’evento