Ciro Battiloro racconta il quartiere Sanità per immagini. E le sue foto  da sabato 9 dicembre alle 18 saranno esposte nel teatro del rione diretto da Mario Gelardi. Nel foyer interno del Nuovo Teatro Sanità gli scatti ricostruiscono l’intensità di una delle zone  più povere di Napoli. Emerge un’umanità dolente attraverso i volti di uomini e donne che vivono emarginati dall’altro contesto urbano. Le immagini saranno in mostra fino a domenica 28 gennaio.
L’autore dà vita al suo progetto nel 2015 dopo aver preso parte alla seconda edizione di Lab / per un laboratorio irregolare, guidata dal fotografo napoletano Antonio Biasiucci. «Al centro- spiega-  c’è la vita nella sua piega intima e dolce. I tratti in bianco e nero di un’umanità perennemente dolente escono dall’ombra del tufo mostrando quelle relazioni intense d’amore, spiazzanti, dolcissime, tra l’occhio e il soggetto, tessendo un legame profondo con la vita e la morte. Le mie immagini vogliono essere una carezza che non indulge, essenziale e partecipe, incisiva nel restituire la parte migliore di quella carne che può essere anche bestiale».
Una volta luogo di residenza per le famiglie nobili e aristocratiche, il quartiere è stato poi aggredito dal degrado. Tutto parte dalla costruzione del Ponte Sanità (in seguito denominato Ponte Maddalena Cerasuolo), che ha escluso il quartiere dalla città isolandolo, permettendogli tuttavia di conservare la propria identità. Tra gli abitanti del Rione Sanità è cresciuto un forte senso di appartenenza.
Per il giovane fotografo di Torre del Greco (classe 1984) «il Rione Sanità è solitudine e amore, ironia e tragedia, fede e peccato. I contrasti generano esistenze surreali. La strada e la casa si fondono insieme, il privato diventa pubblico e il pubblico nasconde i segreti del privato. Il Rione si autodistrugge e rigenera allo stesso tempo. Vive, muore e rinasce attraverso vite che fluiscono identiche e monotone nella bellezza di gesti ricorrenti. Il silenzio è un dono raro per questi vicoli, ma nella sua rivelazione riscopri l’anima nuda e immensa di un’umanità dimenticata».

ingresso gratuito
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