Enza Monetti è nata, vive e lavora a Napoli. Artista e designer, si dedica a tempo pieno alla sua ricerca creativa.
Chi è Enza Monetti?
Mi pongo domande per quei principi che rendono umana l’umanit .
Quando incontri per la prima volta l’arte?
L’ho scritto nel catalogo di una mia precedente esposizione avevo undici anni e un sogno, volevo essere un’artista. E’ il senso della mia vita e sono qui a sostenere la mia scelta.
Mostre ed evoluzione artistica. Puoi tracciare il tuo percorso?
Passione e bellezza sono dimensioni morali, propulsori di vita, molti rifuggono, altri sostengono. Barriere, omologazioni, autenticit  sommerse, filosofie raccontate, viviamo una fetta di storia poco chiara, ove chiarezza necessita. I limiti dell’uomo sono proprio nel non riuscire a vivere la vita come esperienza lasciandosi coinvolgere fino in fondo nel fenomeno. Bisognerebbe apprezzarla semplicemente vivendola non consumandola. Sono tra gli artisti che oggi si rapportano in dialoghi a volte silenziosi, quasi segreti, dove stratificazioni di creativit  affrontano connessioni necessarie lasciando libero, aperto, il dialogo tra arte e infinito esistere. Come persona, con gli anni della maturit , sono portata ed abbandonare l’inutile, a lasciare zavorre per cedere il passo all’essenziale. La mia lealt  creativa ha subito il cambiamento, molta più chiarezza, trasparenza, immediatezza, guardo con occhio di bambina recuperando semplicit .
Al Pan la tua prossima attesa mostra “Swinging”, in italiano “Oscillante”. Tanti alberi oscillanti nell’esposizione. Come sono le radici di un albero oscillante?
L’albero è un elemento fondamentale, un’equazione della natura, è ciò che di noi stiamo perdendo, è precariet , fragilit , inquietudine, instabilit . Noi, come alberi, riflesso della natura, sottoposti agli eventi della vita, alberi oscillanti, specchianti, riflettenti mancanza e verit .
Il tuo concetto di vuoto inteso come svuotamento, spazio pregno di possibilit  e futuro…
L’urlo della coscienza crea vuoti, per chi, quel sentimento umano di recupero di disponibilit , condivisione, protezione, gioia di esistere, non appare obsoleto, irrilevante, ma accumula sostanza per nuovi orizzonti. Radici di memoria rafforzano la possibilit  dell’umano in relazione con tutto ciò che ancora c’è da scoprire. Energia pura è la volont  di farcela, sopportare il peso delle esperienze, connettersi a ciò che è oggi, sviluppando la capacit  di adeguarsi ai cambiamenti.Il mondo siamo noi, nell’infinito essere.
L’arte contemporanea in sintonia o precorritrice dei tempi? E’ nuovo corpo di filosofia, linguaggio che esplora tematiche sociali, esistenziali, rapporto anima strumento che indaga, propone, fa riflettere. Dall’astrofisica alle credenze popolari, ricerca e sviluppo danno identit  all’uomo, ecco, gli artisti sono il silicone trasparente e forte, sostengono e promuovono nuove possibilit .
Si vive a Napoli un grande fermento. Si fanno emergere storia e cultura che ha fatto grande questa citt , ma Napoli sa anche guardare avanti?
Sono arruolata tra coloro che scrutano orizzonti, ho consapevolezza e attenzione all’utilizzo di strumenti che rendono quest’epoca agevolata, la mia ricerca artistica esplora utilizzando tecnologia. Come tanti napoletani, guardo avanti, il futuro mi affascina e approfitto in questo spazio tempo provvisorio di saperne sempre di più aiutata dall’energia della grande “bocca di fuoco” sempre presente in tutto ciò che faccio.
Quanto si dovrebbe fare di più per promuovere l’arte contemporanea?
Il sistema è un po’ paralizzato e molti artisti internazionalmente riconosciuti sono condizionati da leggi di mercato per fare business, diventando oggetto di marketing, soffrendo in purezza e libert .
Scegli di rimanere a Napoli, nonostante le poche possibilit  date agli artisti. La napoletanit  per Enza Monetti?
Rimanere a Napoli è una grande sfida, sono inquilino di questa citt , dove contraddizioni, ristrettezze, ma anche vivacit  e dialogo la rendono “viva” e recentemente fenomeno di ritrovata attenzione agli occhi del mondo. Il suo profumo è la vera identit  e gli odori sono quelli che più condizionano scelte.
Il design è per Enza Monetti sperimentare nuove forme d’arte?
Uso, luoghi, comportamenti oggi determinano il design come cifra di riconoscimento a relazionare eventi con la propria riconoscibilit . Tutto ciò che emana per me è arte.
Come definiresti il concetto di sintonia?
E’ equilibrio, quel punto magico dell’oscillazione che ci connette col cosmo, ci rende unici, ognuno come singola entit  relazionata a tutto il resto, potenziati dall’essere “insieme” a sostenere l’unico potere assoluto irrepetibile per tutti gli uomini la vita.
In questo momento di vita Enza è quindi consapevolmente in sintonia con il tutto, che è un cerchio non completo perch si apre al futuro, un futuro che lei prova a vivere senza tempo, quel tempo che ritiene una finzione, provando cos ad essere libera nel suo sentire.
Questo e molto di più si può trovare nella sua ultima mostra "Swinging" che si terr  al Pan (Palazzo delle arti Napoli), via dei Mille, 60. Vernissage venerd 6 maggio, alle 17.30. Se volete provare a essere sollecitati dalle provocazioni dell’artista, l’ingresso alla sua attesa mostra è libero.

Per saperne di più
www.facebook.com/enza.monetti

Nelle foto, l’artista al lavoro, il suo autoritratto e la locandina dell’evento al Pan