Una mostra tripartita per celebrare la prima grande personale dedicata a Ettore Spalletti, artista abruzzese classe 40. Dopo il GAM di Torino e il MAXXI di Roma “un giorno cos bianco, cos bianco” approda al Madre. Una mostra le cui oltre 40 opere, ospitate nelle sale dell’ultimo piano del museo di via Settembrini, ripercorrono una storia di luce in cui il tempo perde la sua linearit  diventando esperienza percettiva radicata nei materiali e nelle forme. Un progetto, aperto al pubblico fino al 18 agosto, che Andrea Viliani ha definito “repubblicano”.
Una sinergia tra il GAM, il MAXXI e il Madre senza precedenti, per una mostra la cui declinazione è affidata a tre diverse citt . Un progetto partito da Roma e un focus sul rapporto fra opera e spazio, passando per Torino con la suggestione delle opere provenienti dallo studio di Spalletti, finendo con Napoli che ripercorre la vicenda professionale dell’artista abruzzese partendo dagli esordi. Fino al 21 aprile il film di Pappi Corsicato “Ettore Spalletti” accompagner  i visitatori alla fruizione della mostra.
Il percorso espositivo alterna opere inedite a momenti fondativi della carriera di Spalletti. Ne è un esempio l’installazione scultura “Foglie” prima di oggi visibile al pubblico solo in foto. Elemento centrale della mostra è la luce, che occupa tutte le 17 stanze del terzo piano del museo in cui la pittura si mescola alla scultura. Un vero e proprio campionario di materiali che offre un viaggio tra l’alabastro, onice, marmo, metalli e carta. Il colore è disposto in modo da accogliere i visitatori accompagnandoli in un viaggio tra le sue potenzialit  estetiche, verso una concezione unitaria di colori e materiali.
Ogni opera, senza distaccarsi dal concetto unitario della mostra, rappresenta un momento fondante del percorso artistico di Spalletti. Un esempio di “come si possa tenere uno sguardo fisso senza che contingenze intacchino il lavoro”, sottolinea Andrea Viliani. E proprio le nuove geometrie dell’artista abruzzese e la luce che permette giochi spaziali inediti, si incontrano nel catalogo “Electa”, sintesi non solo dell’intera carriera di Spalletti ma anche della collaborazione tra i tre musei italiani, grazie ai testi critici curati da Carlos Basualdo, Danilo Eccher, Gabriele Guercio, Anna Mattirolo, Gloria Moure Cao e i due curatori della mostra napoletana Andrea Viliani e Alessandro Rabottini. Un viaggio nel colore che diventa plastico, perch “il colore, come si sposta, occupa lo spazio e noi entriamo. Non v’è più la cornice che delimitava lo spazio. Togliendola il colore assume lo spazio e invade lo spazio. E quando questa cosa riesce, è miracolosa”.

Per saperne di più
www.madrenapoli.it

Nelle foto, l’artista e le sue opere in esposizione al Madre

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