Napoli e l’ estremo Oriente. Uniti da una mostra, nella basilica dello Spirito Santo, in via Toledo 402. L’esercito di Terracotta e il primo imperatore della Cina è esposta da ieri  fino al 28 gennaio 2018, facendoci viaggiare in un mondo di 2.200 anni fa. Potremo entrare nella necropoli e nella vita del primo imperatore, contemplandone l’esercito di terracotta, ottava meraviglia del mondo per l’impatto visivo, perfettamente restituito nei 1800 metri quadrati della chiesa collocata nel cuore storico di Napoli.
L’evento suggella il legame tra Partenope  e l’antichissima cultura cinese, coltivato da molte iniziative come  il Festival del film documentario “Luci dalla Cina” e “Milleunacina”, realizzati dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi L’Orientale di Napoli. Un incredibile scenario, con più di 300 ripro- duzioni tra statue – oltre 170 soldati -, carri, armi e oggetti scoperti nella necropoli.
Sotterrato nel suolo dello Xi’An, nella Cina orientale, l’esercito fa parte del mausoleo dedicato all’imperatore. Le statue, le armi, le armature, i carri da guerra, il vasellame e gli oggetti che rimandano alla vita quotidiana dell’antica Cina,  sono ricavati dagli unici calchi esistenti, frutto del lavoro e delle attente rifiniture di artigiani cinesi della regione dello Xi’An, che portano avanti la grande tradizione dell’arte orientale. La maestosità delle statue è esaltata  da un’installazione luminosa con inserti audiovisivi, create per l’evento. Videoproiezioni su schermi giganti, audioguide e una zona interattiva contribuiscono rendere magica l’atmosfera.

esercito di terracotta
Nelle foto di Mario Zifarelli, due scorci della straordinaria mostra

Spiega il curatore  Fabio Di Gioia: «Questa scelta di Napoli per l’anteprima italiana poggia su affinità culturali. Basti pensare alla grandiosa e vivida operosità che fu necessaria alla realizzazione dell’imponente meraviglia oggi ritrovata nella Necropoli di Xi’an, all’ingegnosa capacità organizzativa, alla velocità di produzione e alla notevole raffinatezza del lavoro degli artigiani che hanno dato volto e carattere sempre diversi a oltre 8.000 sculture. Altro segno di vicinanza culturale con il carattere della città e le sue tradizioni è l’importanza data nel quotidiano al culto dei morti e alla vita oltre la morte. Sempre per analogia, a Napoli anche la scultura in sé, tanto nelle rappresentazioni del sacro quanto in quelle del profano, possiede una particolare forza evocativa. La rappresentazione fisica e tridimensionale della realtà sa essere arte da contemplare e nel contempo strumento molto efficace di comunicazione. Alla medesima combinazione di fattori, il Primo Imperatore della Cina, Qin Shi Huan- gdi, affidò, in maniera stupefacente e grandiosa, la sua sicurezza ultraterrena».
Ma non è tutto. La mostra diventa opportunità per collegare e stimolare istituzioni e realtà culturali di tutta la regione. Saranno promossi, infatti,  appuntamenti di  interesse e studio  per scuole, licei, università e accademie.