Ponticelli, periferia di Napoli un tempo c’erano l campi, alberi, frutteti; oggi, invece, tante finestre spuntano da anonimi caseggiati separati da enormi strade, lungo le quali sfrecciano vetture e moto rombanti, nuove insegne di un potere ormai non più sommerso anzi ben presente e visibile. In uno di quei vialoni, che porta vezzosamente il nome di Walt Disney sorge l’Unit  Operativa di Salute Mentale diretta da Felice Zoena. In quella sede, a siglare sinergie e collaborazioni con associazioni del territorio un concerto e che concerto- di Luca Signorini. Il programma prevedeva tre Suite per violoncello di Bach, la Quinta, la Quarta e la Prima. Un musicista cos completo e poliedrico non teme le contaminazioni e i dialoghi con altre forme espressive non ha esitato, pertanto, a permettere che le Suites venissero interrotte da letture di aforismi, massime, storie brevi, dando prova cos non solo di essere musicista di razza, ma un intellettuale aperto e illuminato. “La roccia è pesante”, “La roccia è pensante”, queste e tante altre frasi laceravano il silenzio appena interrotto dalle note lievi del violoncello, risuonando come macigni scaraventati nello spazio senza tempo della mente. I suoni felpati si coagulavano in melodie infinite, che si stagliavano nelle menti complesse degli utenti del Centro e del pubblico assorto, che applaudiva ogni pezzo delle Suites, seguendole con particolare attenzione, tuttavia..

Un prodigio, s, certamente. I benpensanti, i tanti demiphilosophes che inondano le menti con le loro non richieste opinioni possono inorridire. La musica di sicuro non ha bisogno di queste esperienze. Noi tutti, e i più deboli ancor più, abbiamo bisogno della musica.

Sinfonia senza sintonia
Autentico gioiello della letteratura protoromantica, il concerto n1 in Fa minore di Carl Maria von Weber è pagina densa e gradevole. Non lo stesso si può dire dell’esecuzione in programma all’Auditorium della Rai di Napoli che vedeva Luca Sartori nel ruolo solistico e Marco Ozbic alla guida dell’orchestra sancarliana. Ai numerosi e imbarazzanti problemi di sintonia tra i due, si aggiungono quelli derivanti da una direzione poco chiara e priva di mordente, che ci lascia delusi non poco. Migliore sorte è toccata alla Sinfonia concertante in Mi bemolle maggiore K 279b di Mozart, grazie all’intervento dei quattro solisti (Domenico Sarcina oboe, Sisto Lino D’Onofrio clarinetto, Riccardo Serrano corno, Mauro Russo fagotto) che ricoprivano un ruolo determinante nel pezzo. Finalmente a suo agio, il direttore ha convinto appieno nella lettura del “Die erste Walpurgisnacht” ballata da Goethe per coro e orchestra op. 60 di Felix Mendelssohn Bartholdy ampi e potenti interventi del coro hanno consentito di apprezzare una pagina forse eseguita meno di quanto meriti, ma ben nota agli appassionati dell’opera del musicista tedesco. Decisamente bravo il quartetto vocale tra cui compariva, oltre a Albertus Engelbrecht tenore, Mathias Hausmann baritono, Christian Sist basso, la napoletana Francesca Russo Ermolli mezzosoprano.

Nella foto, Bach