Verso la fine del XIX secolo, il diffondersi dell’antisemitismo in Europa spinse un numero sempre maggiore di ebrei a trasferirsi in Palestina.
Nel 1922, ottenuto il mandato coloniale dalla Societ  delle Nazioni, la Gran Bretagna cercò di porre un freno all’immigrazione ebraica, riconfermando tuttavia il suo sostegno al progetto di costruzione del "focolare". In quegli stessi anni si ebbero i primi violenti scontri tra le comunit  araba ed ebrea.
Con la seconda guerra mondiale ormai alle porte, nel 1939 la Gran Bretagna tentò di porre un freno all’immigrazione ebraica e all’acquisto di terre da parte degli ebrei. Il tentativo sembrò funzionare, ma il conflitto tra ebrei e arabi, placatosi durante la seconda guerra mondiale, riprese con virulenza nel 1945, quando il flusso degli ebrei scampati alla Shoah verso la Palestina crebbe enormemente. La Gran Bretagna cercò in tutti i modi di impedire questa immigrazione di massa ma la situazione nella regione diventò cos incandescente che nell’aprile del 1947 visto che le sue forze armate erano sottoposte a violenti attacchi da parte delle milizie ebraiche – rinunciò al mandato e delegò il problema alle Nazioni Unite.
Il 29 novembre 1947 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò un piano che suggeriva la spartizione della Palestina e la fondazione di due stati (uno ebraico e uno arabo) distinti, destinando la citt  di Gerusalemme e i luoghi santi a un’amministrazione internazionale. La proposta dell’ONU non ebbe seguito; mentre i paesi arabi la rifiutarono, il 14 maggio 1948 gli ebrei proclamarono lo stato d’Israele, scatenando il primo di una lunghissima serie di violenti scontri e guerre sanguinose.
… ma questa è un’altra storia e, allora, veniamo alla nostra …

GLI EBREI A BACOLI
Verso la fine del 1945, circa 90 ebrei, reduci dai campi di concentramento di Belsen-Bergen, di Buchenwald e di Mathausen, giunsero a Bacoli e furono ospitati presso la villa Scalera a Casevecchie, requisita dal Ministero della Guerra dopo il 25 luglio 1943.
Il viaggio dalla Germania, la permanenza a Bacoli ed il trasferimento verso la Palestina o meglio verso retz Yisraèl (espressione della lingua ebraica con cui si indica la Terra di Israele) fu gestito dall’organizzazione Mossad LeAliyah Bet che operava per facilitare l’immigrazione ebraica clandestina in violazione delle restrizioni unilaterali imposte dalla Gran Bretagna.
La scelta di Bacoli, e di Casevecchie in particolare, rispondeva pienamente alla necessit  di permanere in una localit  che, pur distante solo 25 chilometri da Napoli, per tutta una serie di motivi, tra cui principalmente quelli geografici e morfologici del territorio, era isolata e si prestava, in modo ottimale, ad essere un nascondiglio perfetto … e, a conferma di ciò, c’è il fatto che nonostante la distanza dal centro del paese fosse di soli trecento metri circa, abbiamo potuto raccogliere testimonianze sul gruppo quasi esclusivamente tra le persone che abitavano nei pressi della villa.
I componenti del gruppo, soprattutto gli adulti, conducevano una vita molto ritirata e i contatti con la popolazione locali erano ridotti al minimo indispensabile. I più giovani, però, fecero amicizia con i coetanei che vivevano nei pressi con loro passavano parte del tempo e, grazie a loro impararono a nuotare.
Durante la permanenza, la sala più grande fra quelle disponibili fu adattata a sinagoga e le sue pareti furono affrescate con scene bibliche.
Proprio in questa sala, nella primavera del 1946, furono celebrate le nozze di alcune coppie di ebrei. Al termine della cerimonia ci fu grande emozione tra gli ospiti, quando il Sindaco di Bacoli, l’avv, Ernesto Schiano, invitato con alcuni rappresentanti dei partiti antifascisti, prese la parola e ricordò la fondamentale partecipazione ebraica alla nascita della nuova Bacoli. Dai presenti, dopo un momento di stupore perch ignari di questa verit , part un commosso e partecipato applauso.
La permanenza di questi ebrei, il cui ricordo è ancora vivo tra le persone più anziane, fu funestata, però, da un tragico incidente durante un tentativo di rapina, un ladro, vistosi scoperto, e nel tentativo di scappare, esplose alcuni colpi di pistola che uccisero uno di loro.
Cos terminava la vita di un poveraccio che, scampato ai lager nazisti, mor per mano di un delinquente e fu sepolto, probabilmente, nel giardino della villa.
IN VIAGGIO SULLA GOLETTA IDEROS
Verso la fine di giugno del 1946, e per tutto il mese di luglio, giunsero a Bacoli altri 90 ebrei, provenienti per lo più dal campo di Santa Maria di Leuca, che si unirono a quelli gi  sul posto per preparare il viaggio verso la Palestina
Il gruppo lasciò Bacoli la sera del 5 agosto 1946 e si imbarcò, nel porto di Baia, sulla goletta francese IDEROS. Verso le 3,30 del 6 part alla volta della Palestina dove giunse il 16 dello stesso mese. Lo sbarco avvenne a Sdot Jam (la romana Cesarea Marittima) nella notte. La maggior parte degli ebrei si stabil nella stessa localit .
Quello fu l’ultimo viaggio del            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
BtnBBBBRpeBKKKBYBBTBB DBeS pHKBUNIONBLBB time B e
BEBTB pMBSUPERBS swe7BBBBE
B7BlBKBpDnK
BB»EWHEREUSINGB B B»RLIKERESETBeNULLBSHAREBSLAVErBPSIGNla IDEROS perch, durante il viaggio di ritorno, ebbe dei seri problemi al motore, probabilmente sabotato dagli inglesi che la intercettarono sulla via del ritorno, si arenò su alcuni scogli al largo dell’isola di Creta ed affondò.
La storia del gruppo e del suo viaggio sulla Ideros è conosciuta in Israele in quanto si trattò del primo tentativo di sbarco andato a buon fine, nonostante il blocco britannico.
Cos si concluse, poco conosciuta ai più, una storia che vide protagonisti, ancora una volta uniti in un connubio dalle origini misteriose, Bacoli e gli ebrei.
… ma la storia continua nei primi anni ’70 del secolo scorso, una decina di sopravvissuti di quel gruppo ritornò a Bacoli per rivedere i luoghi di quello che, a loro dire, era diventata una seconda patria.
Lo stesso fece, nel 1998, il prof. Mordecai Peled, Professore di Filosofia all’Universit  di Gerusalemme, che visitò il paese e villa Scalera, ospite del proprietario e guidato dall’avvocato Gianni Race.
Nel mese di febbraio 2008, il Prof. Ilian Braun, che stava scrivendo un libro sui rifugiati ebrei e su questo episodio in particolare, scrisse al Sindaco del Comune di Bacoli chiedendo informazioni in merito. Chi scrive, si attivò immediatamente ma, preso atto che non esistevano notizie di archivio, per recuperarne quante più possibili, cominciò ad intervistare persone che ricordavano.
E proprio partendo dai ricordi, riferiti dai fratelli Peppino e Ciro Di Fraia detti Caliendo, da Vincenzo Capuano detto Piscitell’ e da tanti altri, che stiamo recuperando alla memoria una pagina poco conosciuta della storia recente di Bacoli.

*Operatore culturale di Bacoli

In alto, Villa Scalera nel 1945 (foto proveniente dall’archivio del Museo dell’Olocausto di Washington). In basso, da sinistra, il gruppo di Villa Scalera (foto proveniente dall’archivio del Museo dell’Olocausto di Washington); copia del France Soir del 2 aprile 1947 con il reportage sul viaggio della Ideros e la Ideros