stato entusiasmante trovarmi assieme a donne con il mio stesso coraggio nell’affrontare una sfida volercela fare. Voler dimostrare di aver talento ed energia e far s che le proprie idee possano riscuotere approvazione ed essere valorizzate. Durante il confronto molto intenso che si è stabilito, ho notato in alcune delle partecipanti insicurezze, alcune paure nel dover affrontare il passo successivo al termine del loro percorso formativo all’interno del Vivaio. Sono convinta che, riuscendo a fare rete tra di loro, abbiano la possibilit  di verificare di potercela fare.
La donna campana ha voglia di dimostrare che lo stereotipo di ” Angelo del Focolare ” oramai superato da un pezzo, viene soppiantato da un modello di donna che quotidianamente d  prova che, oltre ad essere madre, sa fare bene il proprio lavoro, mostrando di avere talento. Quindi, sono felice che il Vivaio sia stato un modo attraverso il quale queste donne – che altrimenti non avrebbero mai immaginato di mettersi in gioco senza tale supporto e percorso – abbiano avuto la possibilit  di uscire dal guscio.

Le incertezze di alcune donne, soprattutto delle più giovani,
richiedono un maggiore training formativo. Per tante altre invece, con idee ancora poco chiare circa la strada da perseguire, ciò che serve è stimolarle a comprendere. L’aiuto sostanziale di cui necessitano per andare avanti sono il supporto nella visibilit , e quindi nella comunicazione, e il sostegno economico che non hanno. Avere soci finanziatori, banche o istituzioni in grado di sostenerle, rappresenterebbe il grande sostegno di cui necessitano.

Ho notato la grande attenzione delle aspiranti imprenditrici durante l’esposizione del mio percorso di impresa,
tant’è che immediatamente dopo la mia presentazione e dopo essere stata oggetto di grande curiosit  e interesse, mi hanno posto a raffica una serie di domande molto precise sulle possibilit  di sviluppare meglio il prodotto, sulle informazioni circa la partecipazione a fiere o a momenti espositivi e vendita online. Alcune partecipanti mi hanno scritto via mail chiedendomi di essere loro mentore. Essere oggetto di tanto interesse è stata per me una bellissima emozione, che mi ha resa ancora più orgogliosa nell’essere punto di riferimento e modello per la loro esperienza. La mia disponibilit  è totale.

La passione che mi spinge quotidianamente a vincere la mia sfida, mi fornisce la grinta ed energia che mi hanno portato al successo oggi.
La strada da percorrere è ancora lunga e l’ impegno è incessante. Certo, per chi ha fame e sete di imparare, ascoltare il racconto di un percorso di un imprenditore che ce l’ha fatta, diventa come una lezione di un Professore all’Universit . Basta prendere atto, approfondire e mettere in pratica a prescindere dalla tipologia di prodotto che si vuole promuovere. Sarebbe bello continuare un percorso dove si possano creare delle sessioni di coaching, di mentoring, tenute ogni volta da un imprenditore diverso.

Premetto che la quotidianit  pone sfide sempre nuove ed entusiasmanti, mettendomi alla prova. Ma la mia più grande spinta è “la passione.”
Le difficolt  sono molteplici. Cercare di promuovere e far conoscere un prodotto nell’era della globalizzazione e del consumismo, soprattutto in un periodo storico come quello che ci accompagna, al di l  che sia innovativo o meno, non è cosa semplice, a patto che magari non si porti avanti un progetto imprenditoriale di seconda o terza generazione. Dopo le prime difficolt  dovute agli insoluti ho deciso, avendo un prodotto di qualit  100% Made In Italy, di farlo conoscere all’estero attraverso i canali tradizionali, i media social network e attraverso fiere internazionali del settore, riscuotendo fin dall’ inizio grande interesse. Questo mi ha permesso sempre più di migliorare il mio prodotto riuscendo ad avvalermi anche di collaborazioni esterne e di un ufficio stile.
Oggi sono riuscita a portare avanti progetti, in collaborazione con il mondo accademico, riscuotendo ammirazione anche da enti istituzionali grazie ai quali talvolta sono stata supportata. I veri e propri alleati sono le persone che mi sono vicine, che credono in me e sono presenti sia direttamente che indirettamente.

Ho ideato un prodotto innovativo, sempre con il supporto dell’Universit , riuscendo a fondere assieme moda, ecosostenibilit  e fashion.
La mia determinazione mi ha portato ad esporre all’Expo. A breve le presentazioni delle S/S 2016 KILESA dopo il Giappone, ai primi di settembre a Parigi. Il resto non si può svelare … lo scoprirete in seguito.

*Bianca Imbembo, imprenditrice del marchio Kilesa Italia, azienda giovane nella produzione di borse e accessori realizzati con materiali innovativi. Realizza borse di feltro mediante il riciclo dal pet, materiale ricavato dalle bottiglie di plastica. E’ tra gli imprenditori che ha partecipato al percorso di mentoring rivolto alle partecipanti di Vivaio Donna.

Per saperne di più
www.kilesaitalia.it

Nella foto, Bianco Imbembo con una delle sue creazioni