Erano gli anni ’60 e ’70, si paventava la morte dell’arte e si faceva largo la comunicazione di massa con i suoi linguaggi codificati che si apprestavano a diventare la lingua di uso quotidiano per milioni di persone.

Nasceva allora la poesia visiva, cortocircuito armonioso di parole e immagini, che proprio alla lingua “pubblicitaria” faceva il verso, dando vita a una forma di arte/contestazione di avanguardia, forse l’ultima vera avanguardia italiana. Padre della poesia visiva fu Lamberto Pignotti, ospite lo scorso marted dell’Accademia di Belle Arti nell’ambito della rassegna “Tra Oriente ed Occidente: incontri di arte e filosofia” in collaborazione con la fondazione Morra.
Per gli studenti e i curiosi presenti, un racconto sull’arte, sul passato e sul presente.

“Gi  prima della poesia visiva ha spiegato Pignotti c’erano state opere figurative che rimandavano a comunicazioni verbali, cos come nella letteratura c’erano stati dei pittori mancati, le cui parole erano talmente evocative da trasformarsi quasi in immagini. Ma finch non c’è stata consapevolezza di questa fusione, il rapporto verbale-immagine è restato astratto”.
E’ negli anni ’60 che in questo rapporto si comincia a riconoscere una nuova musa “e nel momento in cui si usano parole e immagini insieme nasce la multimedialit “.

E’ la sinestesia, la possibilit  di usare più sensi in relazione ad un unico stimolo, il concetto nasceva in psichiatria e Pignotti fu il primo a usarlo con riferimento al’espressione artistica e alla sua fruizione.

Ma la poesia visiva nasceva come contestazione verso i nuovi segni proposti dai mass media, allo stesso tempo nasce un nuovo ambito di sperimentazione che avr  anche a Napoli, con Stelio Maria Martini e Luca Castellano, significativi esponenti.

Peppe Morra, che ha contribuito da gallerista al rilancio e al riconoscimento della poesia visiva ha commentato: “Pignotti è pittore e poeta ma è anche molto più che pittore e poeta. I poeti visivi sono la continuit  dell’avanguardia e se oggi con i computer si può fare di tutto, loro lo avevano anticipato con l’arte”.

Prossimi appuntamenti della rassegna: Maurizio Mocchetti (31 marzo), Giangiorgio Pasqualotto e Marcello Ghilardi (15 aprile)

Nell’ immagine in alto, Lamberto Pignotti con Peppe Morra. In basso, il collage dal titolo La super arma (1964)