L’Italia è il Paese più ricco al mondo di beni culturali (World Heritage List Unesco 2002/3); questo immenso patrimonio ci pone quotidianamente dinanzi alla necessit  di trovare modi sempre più efficienti per poterlo adeguatamente valorizzare. Una risposta a questo problema si chiama fundraising per i beni culturali. Per ben comprenderne l’importanza si può iniziare dal dlg 112/98 (art. 148, co. 1), in cui la valorizzazione viene definita come ogni attivit  diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e conservazione dei beni culturali e ambientali e a incrementarne la fruizione. Le sfaccettature di una simile definizione sono tante ma alcune rimandano direttamente connesse al fundraising
-migliorare le condizioni di conoscenza ovvero comunicare al più ampio numero di persone;
-conservare un bene culturale significa avere la sostenibilit  di mezzi per poterlo fare;
-incrementare la fruizione consiste nell’allargare il numero di pubblico e nel variegarlo.

A volte il fundraising viene riassunto come “raccolta fondi”, rimandando subito la mente al concetto di donazione e di sponsorizzazione.
Sebbene la definizione sia molto riduttiva, ci può aiutare a comprendere immediatamente l’importanza del fundraising per i beni culturali, soprattutto se facciamo un passo indietro nel tempo ricordando che questo nostro patrimonio è frutto di una cultura che nei secoli passati si è chiamata mecenatismo, ovvero sostegno all’arte ed alla cultura attraverso la donazione di fondi.

Oggi fare fundraising per i beni culturali non significa raccogliere fondi o ricercare solo singoli mecenati ma piuttosto mettere in campo una serie di azioni e di attivit  che migliorano l’appeal del bene culturale,
comunicano la seriet  e la vivacit  dell’organizzazione che c’è dietro e quindi spinge le persone a fidarsi a tal punto da voler contribuire al sostegno economico di quel bene. Non è dunque mera raccolta fondi, ma piuttosto coinvolgimento nella mission culturale dell’organizzazione che la promuove.

Un’attenzione particolare in questo senso si sta rivolgendo alla porcellana di Capodimonte, bene culturale materiale accompagnato dall’arte della manifattura, bene culturale immateriale.

In particolare il laboratorio di Porcellane Carusio, da anni è impegnato nella tutela di questa arte, mettendo in campo iniziative volte alla conoscenza e alla ricerca di forme innovative e moderne. Infatti, per poter tutelare e valorizzare la porcellana è necessario innanzitutto far riscoprire la tecnica e la maestria necessarie per la realizzazione dei manufatti e poi ricercare soluzioni di design che coniughino tradizione e modernit . Solo cos si può far riavvicinare le persone a questa antica arte e quindi in un futuro non lontano chiedere anche loro di contribuire a tenerla in vita.

*responsabile R&Rconsulting (fundraising, eventi,
comunicazione per il non profit
** (laboratorio porcellane Carusio)

Nella foto, un particolare di porcellana appena forgiato