La libert  negata, tragedia dell’umanit . E’ l’idea che d  impulso alla trilogia di spettacoli (“Mediterraneo”, “Ring” e “Blackout”) firmata dal giornalista, scrittore e autore per il palcoscenico, Andrea Manzi, che dar  il via alla rassegna teatrale “Frontiere”, ideata dalla Fondazione Teatro-Citt  di Mercato San Severino, presieduta da Andrea Torre, in collaborazione con la societ  di produzione teatrale CommunicAction diretta da Carmine Giannella.
Si comincia venerd 6 febbraio, ore 21, al teatro comunale, conl’anteprima nazionale di “Mediterraneo” (foto), progetto di teatro-danza prodotto dall’Associazione Campania Danza, diretta da Antonella Iannone, e realizzato con il Liceo coreutico statale Alfano I di Salerno. Prima della messinscena, sotto la regia di Pasquale De Cristofaro, presenteranno lo stesso presidente Torre, Giovanni Romano, assessore all’ambiente della Regione Campania e Sindaco di Mercato San Severino, Ottavio Di Grazia, membro del Comitato scientifico del primo master italiano in mediazione e comunicazione interreligiosa e interculturale dell’Universit  Suor Orsola Benincasa, Franco G. Forte, storico della transavanguardia e della sperimentazione teatrale, Antonello Petrillo, direttore dell’Unit  di ricerca sulle topografie sociali dell’Universit  Suor Orsola Benincasa di Napoli e al critico letterario Giuseppe Amoroso. Ospite, il giovane sociologo Luca Manunza, primo ricercatore italiano a essere arrivato a Kobane, la citt  siriana al confine con la Turchia, teatro delle più accese campagne di occupazione e devastazione dell’Isis.
Spiega l’autore «Mediterraneovuole offrire agli spettatori una sorta di talismano che ci possa condurre lontano da ogni miseria, fisica e morale, in un ludus teatrale che porta a immergerci, ad ogni suono, passo e parola, in una stupefacente mescolanza, capace di svelare la modernit  di ogni luogo e di ogni tempo, con la sua debolezza e la sua forza».
Anticipa il regista «Si tratta di un’opera emozionante e drammatica – anticipa il regista Pasquale De Cristofaro, da anni impegnato nella sperimentazione di nuovi linguaggi teatrali – che trasporta lo spettatore sulla scena delle tragedie del mare nostrum, grazie alla nitida profondit  della poesia di Manzi, esaltata dalla musica e dalla potenza espressiva delle coreografie del teatro-danza di Annarita Pasculli, allieva della celebre Folkwang Hochschule di Essen, diretta da Pina Bausch. Una profondit  che si riscontra in tutta la produzione poetica di Manzi e che emerger , con diverse angolazioni prospettiche, anche in Ring’ e Black Out’, le altre due opere in rassegna».
Frontiere prosegue il 12 febbraio con “Ring”, un confronto dialettico serrato tra teatro e poesia con la contrapposizione in scena tra la realt  della vita e l’idealit  sulla povert  morale. Si chiude il 26 marzo con “Blackout”, una ballata tragica dedicata a Miriam Makeba, artista che ha lottato contro l’apartheid fino alla fine dei suoi giorni, quando mor durante la manifestazione in ricordo dei ghanesi uccisi a Castelvolturno per mano della camorra.