Napoli, luogo privilegiato per l’arte contemporanea. Per circa un mese la città diventa teatro delle arti performative con la seconda edizione dell’Artperformingfestival: la rassegna ideata da Gianni Nappa con la co-curatela di Celeste Ianniciello, Ulderico e Valerio Falcone e promossa dallo studio di marketing e comunicazione GlobalStrategies Srl guidato da Ester Esposito.
Con l’apertura della mostra Mart a Castel dell’Ovo, il festival pone l’accento su alcuni temi al centro del dibattito culturale contemporaneo: il femminile, che vede ancora le donne lottare per una parità nella società attuale, la madreterra, intesa come natura a rischio da salvaguardare contro l’inquinamento e gli ecodisastri ambientali e il Mediterraneo, mare “materno” per eccellenza e luogo d’incontri, ma anche cimitero per molti migranti che perdono la vita in viaggi della speranza. Madrina della manifestazione Barbara Petrillo che, con la sua maternità, ben rappresenta lo spirito della manifestazione.
Nelle sale espositive del primo e secondo piano di Castel dell’Ovo rimarranno esposte fino al 7 agosto le opere di: Jana Kasalova, Gino Quinto, Raffaele Miscione, Francesco Manes, Oni Wong, Laura Niola, Sonia Giambrone, re:merda, Fabio Cremonese, Nicca Iovinella, Lucio DDTart, Pasquale Manzo, Loredana Galante, Marina Semmai, Beatrice Feo Filangeri, Fiamma Zagara, Meri Tancredi, Vania Elettra Tam, Francesca Di Martino, Barbara De Giorgio, Fabio Abbreccia, Mariarita Renatti, Mauro Marigliano, Giancarlo Marcali, Rosalba Conte, Laloba (Renata Petti e Anna Crescenzi), Sergio Balsamo, Alessandro Graziani, Vittoria Salabelle, Stamira D’Amico, Alessandro Chetta, Emiliano Aiello, Ulderico, Maria Rita De Giorgio, Lisa Weber, Alessandro Papari, Giò Di Sera, Flavio Sciolè, Enrico De Maio, Pantaleo Musarò, Dario Di Sessa, Gianluca Carbone, Studio Zud, Raffaele Miscione, Ginny Sykes, O-ring Art Studio, Davide Pisapia. Artisti nazionali e internazionali che, riconoscendo Napoli come punto d’incontro privilegiato, culla delle arti, hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.

Nelle foto, in alto, le opere di Francesca De Martino in mostra a Castel dell'Ovo e alcuni momenti dell’inaugurazione della mostra "Mart, madreterra/femminile/mediterraneo"\ ilmondodisuk.com
Nella foto, in alto, le opere di Francesca De Martino in mostra a Castel dell’Ovo; al centro, un momento dell’inaugurazione della mostra “Mart, madreterra/femminile/mediterraneo”

Dopo il successo della prima edizione, anche quest’anno un calendario fitto di appuntamenti in diversi luoghi della città. Oltre alla collettiva di Castel dell’Ovo saranno realizzati eventi collaterali al Pan, per la sezione Videoarte (dal 19 al 21 luglio), nella galleria Principe di Napoli, dove domani si terrà la giornata performativa per la “Pace globale”, mentre alla biblioteca di area umanistica Brau di piazza Bellini sono in esposizione le opere dello scultore Mariano Goglia.
Insomma, un pulsare di eventi e performances artistiche nelle più prestigiose location cittadine, quali palazzo Caracciolo, Ippodromo di Agnano, Napoli Sotterranea, H2Note di via Bellini, Wespace di vico Vasto a Chiaia, teatro Tram di Port’Alba, Palazzo Real Monte Manso di Scala (via Nilo, 34) dove, il 22 luglio, il co-curatore del festival Ulderico terrà, insieme ad altri artisti, una performance (dalle 18 alle 22), in collaborazione con “Artestesa”, la rassegna artistica curata dall’artista underground napoletano. «Quest’anno – dice – presento un’installazione, L’oro nero, dedicata al petrolio, che è spesso il motivo per cui scoppiano le guerre, all’inquinamento e al Mediterraneo, inteso anche come traffico di migranti. Cerco sempre di trasmettere un messaggio sociale con la mia arte» – precisa.

In foto, l’artista Ulderico con la sua installazione "L’oro nero" nella stanza espositiva del I piano di Castel dell’Ovo \ilmondodisuk.com
In foto, l’artista Ulderico con la sua installazione “L’oro nero” nella stanza espositiva del I piano di Castel dell’Ovo

Domenica 23 luglio alle 19, la Tenuta Monte Sant’Angelo (via Ventilabro, 67), in collaborazione con Enterprisingirls, l’associazione nazionale guidata da Francesca Vitelli che aggrega imprenditrici, libere professioniste e donne del terzo settore napoletane, ospiterà l’aperitivo e le performances di Massimiliano Mirabella e Loredana Iafrate e, a seguire, Maria Siricio, la giovane pittrice che ama riprodurre su tela, stoffa, pareti e mobili, le bellezze della natura e in particolare il Vesuvio e la sirena Partenope, nel suo atelier Arte di creare di via Crispi, 68.
E ancora, lunedì 24 luglio, alle 18, allo spazio culturale Avamposto Numero Zero di via Sedile di Porto 55, ci sarà l’inaugurazione dell’installazione di Cristina Cianci e, alle 19, la performance di Giuseppe Lucio Labriola, in arte Lucio Ddtart, artista che ama trasformare gli scarti del consumismo (bambole, scarpe, tubi e altro) in sculture dense di significati. Il tema principale della sua arte è il disastro nucleare, mentre Ddt rappresenta la drammaticità della vita: Veleno nell’arte, veleno di vita. Le sue opere sono una sorta di ibridazione tra esseri umani e figure bestiali che provengono dal mondo post-umano (contaminato e distrutto dalla guerra nucleare) e vogliono essere una denuncia dell’attuale modo di vivere dell’uomo, un monito.

In foto, Lucio Ddtart e la sua scultura "Man", un uomo del futuro che riesce a vivere solo attraverso la sua tuta, con un bambino in braccio, l’ultima speranza di vita in un mondo distrutto dal nucleare, in esposizione nella stanza dedicata alla madre terra (II piano di Castel dell’Ovo) \ilmondodisuk.com
In foto, Lucio Ddtart e la sua scultura “Man”, in esposizione nella stanza dedicata alla madre terra (II piano di Castel dell’Ovo), un uomo del futuro che riesce a vivere solo attraverso la sua tuta. In braccio un bambino, l’ultima speranza di vita in un mondo distrutto dal nucleare

«Cerco di esorcizzare quello che potrebbe succedere – spiega l’artista napoletano- L’arte non serve solo a decorare gli ambienti, può essere anche un’esperienza sociale attraverso cui trasmettere e lanciare forti messaggi, come il ritorno ad una nuova integrità dell’uomo. Tutto – racconta – parte nel 1997 quando sono rimasto affascinato dal mondo degli insetti, in particolare dallo scarabeo. È lì che è nata l’idea di chiamare così la mia arte. Solo quando le persone saranno pronte a capire che attraverso l’arte ci può essere un cambiamento, il mondo potrà salvarsi».
Artperformingfestival, realizzato in collaborazione con l’assessorato alla cultura e ai giovani, è un appuntamento annuale, realizzato grazie al lavoro indipendente del curatore Gianni Nappa, che vede in questo festival una delle possibilità di dare a Napoli un contesto di arte contemporanea di livello.  Invitando a essere protagonisti del proprio tempo in maniera concreta.
Una organizzazione, con Ester Esposito, di un tessuto imprenditoriale che l’accompagna e riconosce nella manifestazione opportunità di incidere sulle politiche di comunicazione e incoming turistico.

Mart – madreterra/femminile/mediterraneo
10 luglio – 7 agosto 2017
Castel dell’Ovo
Per conoscere nei dettagli il programma dell’ArtPerformingFestival
https://www.facebook.com/artperformingfestival/
Ingresso gratuito in tutte le location, a esclusione di Tenuta Monte Sant’Angelo (10 euro)