Di grande intensit  la prova attoriale che ha visto impegnata Antonella Stefanucci nella pièce “Pregiudizi convergenti”, firmata da Domenico Ciruzzi e andata in scena al Ridotto del Teatro Mercadante dal 2 al 12 febbraio.
Nel duplice ruolo di un pubblico ministero della procura distrettuale e della moglie di un detenuto nel carcere di Poggioreale, l’attrice napoletana restituisce la quotidianit  di due donne, che da prospettive diverse, si ritrovano a confrontarsi con un tessuto sociale incancrenito dai soprusi di regole non scritte e tanto interiorizzate da divenire un modus operandi sempre teso a violare le norme del vivere civile.
Ne deriva un racconto che, attraverso il ricorso a farse e rappresentazioni surreali e grottesche, in bilico tra il tragico e il comico, prende le distanze da quegli stereotipi usurati cui si è fatto abbondante ricorso per tratteggiare le distorsioni di una realt  di rado investigata con lucidit  e obiettivit , ma perlopiù abusata.
Eppure, dietro le maschere si accendono bagliori di umanit  e aneliti di cambiamento, che lasciano traccia pur infrangendosi contro muri di gomma. Commovente il personaggio di Angelina, che si barcamena tra i colloqui con l’avvocato e le visite periodiche al marito, finendo per essere assorbita dai ritmi e dai tempi della restrizione carceraria. Nel fluire degli eventi, non mancano i flashback di stampo cinematografico che, supportati da indovinate scelte musicali, proiettano lo spettatore nei cassetti della memoria, tra la spesa al supermercato e le feste in famiglia.
La lingua dell’infanzia e il “giuridichese” si mescolano ma restano espressioni di mondi paralleli. E le ansie di una persona informata sui fatti non possono che far sperare e gridare al miracolo.

In foto, Antonella Stefanucci