Luci accese in platea. Sul palcoscenico del settecentesco teatro Mercadante entra Celeste (Paula Ransenberg) recita in Italiano “Tutto quello che vedo nei tuoi occhi… guarda..guarda” buio, la scena si popola di personaggi che reciteranno in spagnolo con una translation ben visibile.
Sul palco tre location, lo studio di uno psicologo e due appartamenti. Tutto si svolger  nelle tre postazioni.
Rapporti conflittuali e nevrotici, personaggi conflittuali e nevrotici, madre iperprotettiva e morbosa con un figlio disorientato vittima di lei.
Due donne che si amano e anelano un figlio. Lo avranno con una azione giocosamente pericolosa. Insomma, una complicata semplice storia normale di verit  nascoste e poi svelate,di imbarazzanti situazioni, slanci di una esagerata affettivit , negazioni di accettazione, il quasi tutto rasenta la follia.
Lo spettacolo dura quasi più di una ora, è godibile, coinvolge lo spettatore,lo diverte con le sue azioni paradossalmente ironiche, ritmo incalzante e un linguaggio sarcastico e anti retorico. Bello e commovente il finale.
Mi sembra doveroso citare tutti gli attori che sono stati bravissimi,nella gestualit , .nell’azione, .nella recitazione. Inda Lavalle,Paula Ransenberg, Miriam Odorico,Araceli Dvoskin,Lautaro Perotti,Gonzalo Ruiz. Tutti meritevoli dell’attenzione del pubblico che ha tributato un grande applauso chiamando più volte la compagnia in scena.
Un grazie all’autore regista Claudio Tolcachin per aver messo in scena un testo coraggioso, attuale, moderno. Un tema universale della ricerca della felicit , una tematica discussa come la maternit  omosessuale, scomoda per i benpensanti, scomoda per i genitori che mettono al mondo bambini e poi non li amano, Tolcachin dmostra con questo suo testo che l’amore è unico senza bisogno di assegnare un ruolo alle figure. I bambini hanno bisogno di amore, non di ruoli.
“El viento en un violn" analizza, in programma al Napoli teatro festival le motivazioni che tengono insieme un gruppo di persone, diversissime tra loro, riunite dal caso e dalle coincidenze della vita.
Due i nuclei familiari coinvolti il primo, costituito da una coppia omosessuale che desidera
a tutti i costi avere un figlio; il secondo, da un ragazzo giovane e confuso, ossessionato
dalla presenza invadente di sua madre.
Una la totale arbitrariet  dei legami, l’ambiguit  dei sentimenti, le lotte e gli slanci che si manifestano all’interno di una data comunit .
A mano a mano che la vicenda si dipana, i personaggi danno vita a un’utopia disordinata
e in parte incompleta che lascia al pubblico la possibilit  di completare la
storia.
Donne che amano e che desiderano disperatamente avere un figlio. Madri che
lottano per la felicit  dei propri figli. Figli disorientati alla ricerca del proprio spazio.
Vite di ricchi e poveri che cercano di sbarcare il lunario. L’amore attraversa tutte
queste storie determinandone il senso. L’amore di pensare la vita in un’altra
forma accettandola, a volte, proprio in nome dell’amore” .

NOTE- Claudio Tolcachir (Buenos Aires – Argentina, 1975)
Ha recitato sotto la direzione di registi del calibro di Daniel Veronese, Norma Aleandro, Carlos Gandolfo e Roberto Villanueva. Nel 1998 fonda con il suo gruppo la compagnia Timbre 4, con la quale mette in scena Chau Misterix di Mauricio Kartn, Eurydice di Jean Anouilh, Jamn del diablo, cabaret su testi di Roberto Arlt, Lisistrata di Aristofane, La omisin de la familia Coleman, Tercer cuerpo e El viento en un violn, questi ultimi tre scritti da lui.
Firma la regia anche di Entertaining Mr. Sloane di Joe Orton, August Osage County di Tracy Letts e All My Sons di Arthur Miller, montaggio messo in scena non solo a Buenos Aires ma anche al teatro Espaol di Madrid, e Buena Gente di David Lindsay-Abaire. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi premi, tra cui i premi ACE, Clarn, Mara Guerrero, Teatros del mundo e Teatro XXI. I suoi spettacoli sono stati messi in scena in più di venti paesi, oltre a essere stati tradotti in sette lingue e pubblicati in cinque paesi. Dal 2001 gestisce insieme al suo gruppo lo spazio culturale Timbre4.

Per saperne di più
www.napoliteatrofestival.it

In foto, una scena dello spettacolo