“Without Words”, senza parole è il titolo della seconda delle tre coreografie presentate in prima serata al Teatrino di Corte di Palazzo Reale, recentemente restaurato, nell’ambito della rassegna “Aria Nuova”, promossa dal Teatro San Carlo.
La serata è dedicata all’amore non a caso il titolo è “L’amore e il disamore”. I tre balletti brevi, interpretati dai primi ballerini e dai solisti del corpo di ballo del teatro, hanno tutti un denominatore comune, l’amore, vissuto nella sua reale drammaticit .
La prima coreografia “Il Mandarino meraviglioso”, del coreografo Mario Pistoni, su musiche di Bla Bartk, racconta, in chiave neorealistica, il travagliato amore tra una prostituta e un personaggio fantastico, quasi un avatar diremmo oggi, il Mandarino.
“Senza parole”, invece, s’intitola il secondo balletto, appunto perch la danza non ha bisogno di parole per esprimere passioni, sentimenti, emozioni, storie. Lo spagnolo Nacho Duato, in questa coreografia, fa emergere la corporeit  con l’assoluta e inequivocabile espressione dei corpi che diventano strumento di comunicazione. La musica di Schubert accompagna soavemente i passi a due interpretati magistralmente da Alessandro Macario e dall’toile Alessandra Veronetti. Splendide le proiezioni video, di Alessandro Papa, che lasciano gli spettatori davvero incantati di fronte a una diffusione di luci, ombre, colori che si muovono nell’aria quasi a voler accompagnare i corpi in un unicum indistinto.
Una prima assoluta è la terza coreografia ideata da Alessandra Panzavolta, direttrice del corpo di ballo, su musiche di Ciaikovskij. La nuova creazione si intitola “Francesca da Rimini” ed è ispirata alla tragica storia d’amore vissuta da Paolo e Francesca. L’autrice è riuscita nel suo intento sottolineando la violenza vissuta dal personaggio femminile nel racconto della vicenda. Bravissime le ballerine del corpo di ballo, mentre un’attenzione maggiore meriterebbe il corpo di ballo maschile che, al di l  dell’ottima interpretazione dei primi ballerini, fa emergere non poche sfasature. Forse l’assenza del ballerino Fabio Gison ha avuto il suo peso.
La danza, dopo molti anni, finalmente trova lo spazio che merita ed è meritoria l’opera del Massimo napoletano che da anni si impegna in questo settore che tanto attrae i più giovani.

L’amore e il disamore
Fino al 29 gennaio
Teatrino di Corte di Palazzo Reale