Una iniziativa corale del popolo napoletano ha voluto il restauro della statua sita sulla via Spaccanapoli nella piazzetta Nilo dopo il ritrovamento della testa della Sfinge rubata negli anni Cinquanta e ritrovata nel 2013 dall’Arma dei Carabinieri in Austria. Il coro è divenuto internazionale. Lo slogan che ha fatto il giro del mondo è “Mettiamo la testa a posto”. In meno di un anno, italiani e stranieri hanno comprato cartoline su cui è riprodotta la statua dal pittore Lello Esposito per raccogliere i fondi per il restauro realizzato dalla ditta Klanis.
Napoli è citt  museo visitabile giorno e notte gratuitamente. Si cammina nei vicoli sopra tre citt  greca, romana, bizantina. Il napoletano vive dove ha vissuto Virgilio, Pitagora, l’apostolo Paolo, Petrarca, Boccaccio, Caravaggio, Vico, Stendahl, Goethe, Mozart, Leopardi, Bellini, Cimarosa, Toscanini, D’Annunzio, Marinetti e, alle origini, marinai, mercanti, Consoli regnanti, principi, ambasciatori, semplici stranieri. Andy Warhol interpretò la citt  come luogo di Storia antica ma ancora viva. Mise scarpe nuove da ginnastica e fece a piedi tutta Spaccanapoli, la strada più antica, per raccogliere suoni, voci, colori, profumi delle osterie e pasticcerie, e le espose in mostra.
La statua del dio Nilo, vecchio corpulento che giace disteso come un fiume con il corno dell’abbondanza nella mano destra, di epoca ellenistica, rievoca la presenza di una folta comunit  di alessandrini. Al gruppo marmoreo mancano due leoni come risulta in una stampa dell’800. Nel 1734 fu apposta una targa con la scritta Corpo di Napoli. Scritta che può essere letta come una citt  che ha in se etnie religioni e culture diverse etrusca, greca, latina, egiziana, araba, normanna, francese, spagnola.
La piazzetta è stata sede del Seggio omonimo protagonista nella storia della citt . Il Seggio, luogo di riunione per discutere sulle scelte politiche, risale alla cultura etrusca. Napoli ha voluto far rivivere il simbolo antico delle proprie origini. Il moto popolare è stato incoraggiato dai tanti commercianti della zona, operatori culturali, editori e librai, sotto la regia di Carmine Masucci, amministratore della Cappella Sansevero, Museo d’arte e di magia del principe Raimondo, e di Luigi Necco, giornalista Rai, cultore delle tradizioni napoletane, con la collaborazione delle Soprintendenze.
Il capitano Carmine Elefante ha espresso l’orgoglio dell’Arma, che compie due secoli dalla sua fondazione, di aver contribuito culturalmente nell’interesse della citt . La Fanfara del X Reggimento Carabinieri “Campania” con il maresciallo Marco Smarra si è esibita in concerto in piazza San Domenico luogo storico come piazza del Gesù, Plebiscito con il San Carlo e palazzo Reale, Mercato. In poco spazio c’è chiesa e convento del filosofo Tommaso d’Aquino, il palazzo Sansevero, il palazzo del’XIV secolo di Bertrando Balzo, casata provenzale, ora viene ricordato col nome di Antonello Petrucci, segretario di re Ferrante, coinvolto nella congiura dei Baroni. Al centro la Guglia, voluta dal popolo dopo la peste del 1656, che sovrasta Porta Cumana di epoca romana. Chiude il palazzo Casacalenda eretto sul tempio di Cerere. La Fanfara fa cultura. Invitata spesso ad eventi, partecipò alla IX edizione nel’99 del Concerto Internazionale per la Pace al teatro di Corte. Il M Smarra mi propose il soprano Antonietta Messore che cantò anche arie di Lehar e Mascagni. Le donne non erano ancora nell’Arma.
I ragazzi con una vistosa maschera del dio e della Sfinge hanno regalato attimi di gioia con la vivacit  della loro et .
Ogni popolo costruisce il suo futuro democratico ricordando con la cultura le sue origini,

Nelle foto, la statua restaurata, i ragazzi del Confalonieri con le maschere e la fanfara