Pensi al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano, e la memoria vola al trio Troisi-Arena-De Caro… ci “La Smorfia”. Il binomio è Storia dello Spettacolo Italiano. Ma la Storia non si ferma mai, va avanti, racconta nuove storie, nuovi eroi, nuovi drammi.
La “storia” il C.T.S. non si è fermato a quei tre “smorfiosi”, è rinato oltre vent’anni fa grazie alla famiglia Borrelli, Ernesto e Vincenzo, padre e figlio. Il “dramma” vogliono fare “teatro”, teatro di qualit  quello con la “T” maiuscola, peccato che in Italia “cultura” si scrive con la “c” minuscola.
“Eroici”, perch resistono a tutto e a tutti, senza chiedere niente a nessuno. Ora ci si chiede cosa c’entro io con la famiglia Borrelli. Niente e tutto. Li conosco dal luglio del 2013, entrando nel loro cartellone con un mio spettacolo. Vincenzo, il direttore artistico, ha apprezzato il mio lavoro. E non è facile con Enzo… può sembrare burbero, distaccato, nervoso… è totalmente il contrario. Ama il suo lavoro e lo rispetta e rispetta il pubblico… Il teatro e il “suo” teatro li fa vivere ogni sera in cui entra in scena con un nuovo personaggio, una nuova regia, una nuova magia.

Con Vincenzo ci siamo prima “annusati”, conosciuti e capiti.
Abbiamo lo stesso pensiero e sguardo sul teatro e su come deve essere gestito. Ho avuto il piacere di dirigerlo in una mia commedia “trash e poco corretta politicamente”, ci siamo divertiti e cos il pubblico, tranne rare eccezioni… ora avrò il piacere di essere co-regista con lui e di dirigerlo in “Io sono Giacomo Casanova”, un mio adattamento da “Il ritorno di Casanova” di A. Schnitzler, nel 2016. Qualcuno penser  che il mio è un “incensare”. Si sbaglia. l’omaggio a un uomo che a denti stretti difende i suoi sogni e il futuro di tutti noi.

*regista

Nella foto in alto, Vincenzo Borrelli in "Io sono Giacomo Casanova"